SONO 26 le prime città italiane che hanno aderito ad una dichiarazione in 10 punti per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Milano e altri cento d’Italia hanno sottoscritto il ‘patto’ in occasione della seconda conferenza nazionale delle Green City, promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile per sviluppare attività e interventi per rendere le città italiane più green.

Pronte a rimboccarsi le maniche per fare fronte ai cambiamenti climatici sono, oltre al capoluogo lombardo, Assisi, Belluno, Bergamo, Casalecchio di Reno, Chieti, Cisterna di Latina, Cosenza, Firenze, Genova, Imola, Livorno, Mantova, Milano, Monterotondo, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pordenone, Roma, Siracusa, Sorradile, Tivoli, Torino, Venezia.

Le Green City dovranno rispettare i 10 ‘comandamenti’ se vorranno fare da apripista alle politiche contro il riscaldamento globale:
1. definire ed aggiornare piani e misure per l’adattamento climatico delle città;
2. integrare le politiche e le misure di adattamento con quelle di mitigazione del cambiamento climatico;
3. aggiornare la valutazione dei rischi e le misure sia di emergenza, sia di medio e lungo termine;
4. valorizzare le ricadute positive delle misure di adattamento e contabilizzare i costi dell’assenza delle misure.
5. sviluppare le capacità adattive;
6. puntare di più sulle soluzioni basate sulla natura;
7. ridurre la vulnerabilità e i rischi delle precipitazioni molto intense;
8. affrontare le ondate e le isole di calore;
9. promuovere gli investimenti;
10. rafforzare la governance

L’Italia è più esposta di altri Paesi agli impatti del cambiamento climatico ed è al secondo posto in Europa per le perdite economiche generate dai cambiamenti climatici con oltre 63 miliardi di euro (Commissione Ue, 2018). Nel complesso, le perdite economiche registrate in Europa nel periodo 1980-2016 provocate da fenomeni meteorologici e altri eventi estremi legati al clima hanno superato i 436 miliardi di euro. A fronte di tali impatti, a livello europeo, solo il 26% delle città ha realizzato un piano di adattamento climatico, il 17% un piano congiunto per mitigazione e l’adattamento mentre il 33% non ha nessun piano locale per il clima.

“L’iniziativa del Green City Network punta a promuovere un maggiore e più qualificato impegno delle città italiane per l’adattamento climatico – dichiara Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile – le 10 proposte della dichiarazione forniscono indirizzi aggiornati per città più resilienti e meno vulnerabili, più capaci di affrontare i cambiamenti climatici con gli interventi, necessari e possibili, per prevenire e limitare rischi e danni”.

“Milano – ha sottolineato Marco Granelli, Assessore all’Ambiente e Mobilità del Comune di Milano – sta mettendo in pratica misure per il contenimento dell’inquinamento e degli effetti negativi del cambiamento climatico come Area B per il contingentamento della circolazione dei veicoli diesel in ambito urbano. Green City e l’adesione al decalogo della Dichiarazione sono iniziative importanti perché aumentano la sensibilità dei cittadini e aiutano le amministrazioni ad adottare provvedimenti che inevitabilmente impongono sacrifici, almeno iniziali, a tutti”.

La seconda conferenza nazionale delle Green City dedicata all’adattamento ai cambiamenti climatici delle città è realizzata dal Green City Network, la ‘rete’ promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile per sviluppare attività e interventi per rendere le città italiane più green, in collaborazione con il Comune di Milano e il Politecnico di Milano, con il patrocinio dell’Ordine degli architetti della Provincia di Milano e dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano e con il supporto di Amundi, Montello spa, Utilitalia, Ing, FaterSmart e Key Energy – Ecomondo.




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