IL contadino boliviano guarda il deserto rimasto al posto del lago Poopo. La sua paura per un futuro di migrazioni e fame dovrebbe essere anche la nostra: e la mostra “Capire il cambiamento climatico – Cambiamo il nostro futuro”, daL 7 marzo al 26 maggio al Museo di Storia Naturale di Milano, si prefigge di ricordarcelo.

Clima, l'apocalisse si può fermare: le immagini del mondo che cambia

Il lago Poopo, secondo per estensione in Bolivia dopo il Titicaca, si è prosciugato nel 2015 per cause anche legate alle attività umane: riscaldamento globale e riduzione dei ghiacciai andini che lo alimentavano, siccità prolungate e derivazione di acqua degli immissari per agricoltura e imprese minerarie

(foto: Mauricio Lima)

Le immagini esposte, 300, sono state scattate in tutto il mondo dai fotografi della National Geographic society e sono esposte grazie alla collaborazione tra la Società meteorologica italiana, il museo e il Comune milanese, Studeo Group e Otm company, costola dell’importante festival internazionale di fotografia Cortona On The Move.

Clima, l'apocalisse si può fermare: le immagini del mondo che cambia

Iceberg in fusione ai margini dell’Isola di Baffin (Artico Canadese)

(foto: Brian J. Skerry)

Lo scatto di Mauricio Lima sulle rive del Poopo, che per fortuna nel 2018 si è in parte ricostituito grazie a piogge straordinarie, è il simbolo della mostra e del suo intento. Molte delle foto sono diventate famose (come quella a destra che immortala un’ondata di calore in Africa) perché danno l’idea dell’apocalisse ambientale alla quale andiamo incontro. Altre sono superate dagli eventi e testimoniano perciò la possibilità di invertire la rotta. Il pesciolino che fa capolino dalla lattina è la forza di una natura in continuo adattamento, che afferma la sua vitalità e non si dà per vinta. Una determinazione che dovrebbe essere anche una nostra battaglia.




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