PER 700 anni è stato una riserva di acqua, ora una targa commemorativa lo ha rimpiazzato sulla motagna. Così l’Islanda saluta per sempre il suo ghiacciaio Okjokull, celebrato da una placca con sopra riportata la “Lettera al futuro” dello scrittore islandese Andri Snaer Magnason, per ricordare il primato del riscaldamento globale e le prospettive che ci attendono. “E’ il primo ghiacciaio a perdere il suo status di ghiacciaio. Nei prossimi 200 anni – è riportato – è previsto che tutti i nostri principali ghiacciai faranno la stessa fine”.

Clima, l'Islanda celebra il ghiacciaio scomparso. "In 200 anni anche gli altri faranno la stessa fine"

La targa con la “Lettera al futuro” dello scrittore Andri Snaer Magnason

Le immagini satellitari raccontano come il ghiacciaio si sia ritirato rapidament, dal 1986 a oggi, a causa delle temperature sempre più alte che minacciano gli altri circa 400 ghiacciai islandesi. In un secolo l’Okjokull è passato da un’estensione di 16 chilometri con uno spessore di 50 metri nel 1890 fino a coprire nel 2014 un’area di un chilometro quadrato, con uno spessore ridotto a una quindicina di metri. Oggi dall’alto si vedono sporadiche macchie bianche, simili alle chiazze di ghiaccio sempre più rare d’estate in alta quota anche su Alpi e Dolomiti.

Alla cerimonia sul vulcano islandese dove nel 2014 ancora vi era il fronte di un ormai piccolo Okjokull, oltre ad attivisti ambientalisti, partecipano anche Katrin Jakobsdottir, primo ministro islandese che in un tweet ha commentato sarcastica: “Ok è andato e va tutto bene”, assieme al ministro per l’ambiente Gudmundur Ingi Gudbrandsson e all’ex presidente dell’Irlanda, Mary Robinson.

“Questo monumento testimonia che noi siamo coscienti di ciò che sta accadendo e di ciò che va fatto. Solo tu sai se lo abbiamo fatto”, si legge sulla targa rivolta a ciascuno di noi. A chiudere, la data della cerimonia e la concentrazione di anidride carbonica rilevata nel mondo: 415 parti per milione (ppm).

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Carlo Verdelli
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