LA SCORSA estate la giovane attivista svedese Greta Thunberg ha lanciato la sua azione di protesta per contrastare i cambiamenti climatici, mentre suo Paese veniva colpito da eccezionali ondate di calore e incendi boschivi senza precedenti. In questi giorni è invece toccato alla Francia registrare una temperatura record di 45,9 gradi, battendo quello precedente di 44,1 dell’agosto 2003. “Questa non è la nuova normalità ma soltanto l’inizio della disgregazione climatica. E’ l’emergenza climatica. Dobbiamo fermare l’utilizzo di combustibili fossili” ha reagito Greta su Twitter, evidenziando le ripercussioni dirette del riscaldamento globale sul continente europeo. Nel suo intervento di ieri all’evento annuale della Brilliant Minds Foundation a Stoccolma, il suo discorso è stato accolto come un altro dei suoi manifesti su cui riflettere per passare all’azione.

“Più consumi, più hai il dovere di cambiare”, ha affermato la 16enne svedese, avvertendo che “intorno all’anno 2030 ci troveremo probabilmente nella condizione di aver creato una irreversibile serie di reazioni a catena, al di là di ogni possibile controllo umano. Il che porterà verosimilmente alla fine della nostra civiltà così come la conosciamo”. Un anno fa la 16enne Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg dava il via alla sua battaglia personale per contrastare la crisi climatica, diventata quella di milioni di ragazzi come lei ai quattro angoli del mondo. Già prima di manifestare in solitaria con il suo cartellone davanti al Riksdag, il Parlamento svedese a Stoccolma, Greta e i genitori erano diventati vegani per diminuire l’impronta ecologica della loro famiglia. Sempre con loro – mamma Malena Ernman, cantante d’opera, e il padre Svante Thunberg, attore – Greta, affetta da sindrome di Asperger e disturbo da deficit di attenzione, ha scritto il libro “La nostra casa è in fiamme”, che racconta la sua storia e il suo impegno per la difesa dell’ambiente. Dal 20 agosto al 9 settembre 2018, ogni giorno durante l’orario scolastico è rimasta seduta di fronte al Parlamento di Stoccolma con lo slogan “Sciopero della scuola per il clima” e alla sua bici ha appeso una scritta-manifesto: “La crisi climatica dev’essere gestita da crisi! Il clima è la questione più importante!”.

Greta voleva che il governo svedese riducesse le emissioni di anidride carbonica come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico. E’ così che la Svezia si è accorta di lei e che la gente ha cominciato ad aderire alla sua protesta in patria, e poi oltre i confini nazionali. A seguito delle elezioni in Svezia, ha continuato a manifestare ogni venerdì, attirando l’attenzione dei media in molti altri paesi, lanciando così il movimento studentesco internazionale ‘Fridays for Future’ in Finlandia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Francia, Italia e Australia.

Il 31 ottobre Greta è intervenuta alla manifestazione organizzata da ‘Extinction Rebellion’ a Londra e a quella ‘Rise for Climate’ davanti al Parlamento Europeo, a Bruxelles.   Le sue parole durissime pronunciate il 14 dicembre 2008 dalla tribuna della COP 24, il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia, hanno fatto il giro del mondo. “Questa è la crisi più grave che l’umanità abbia mai subito. Noi dobbiamo anzitutto prenderne coscienza e fare qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare di salvare quello che possiamo.

Ciò che speriamo di ottenere da questa conferenza è di comprendere che siamo di fronte a una minaccia esistenziale” ha sottolineato Greta.  Il suo discorso è stato un ‘J’accuse’ ai leader mondiali, al loro immobilismo in materia di politica climatica, e alle disparità socio-economiche globali. “Voi parlate soltanto di un’eterna crescita dell’economia verde poichè avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d’emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. La biosfera è sacrificata perchè alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi” ha costatato Greta. Mettendo i leader mondiali di fronte alle proprie responsabilità, la giovane attivista ha analizzato il presente e si è proiettata drammaticamente nel futuro: “Voi dite di amare i vostri figli sopra qualsiasi altra cosa, eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro stessi occhi. Voi avete finito le scuse, e noi stiamo finendo il tempo” ha insistito Greta.

Il 25 gennaio 2019 al Forum economico mondiale di Davos è intervenuta con parole altrettanto decise e lo stesso ha fatto ad ogni sua partecipazione a manifestazioni e incontri istituzionali, tra cui la visita alla commissione Ambiente del Parlamento europeo, lo scorso 16 aprile. Il giorno dopo ha partecipato all’udienza generale di papa Francesco in piazza San Pietro a Roma. Tra le manifestazioni di maggiore successo sulla scia di Greta, c’è stato lo sciopero mondiale per il futuro del 15 marzo, in 1.700 città in oltre 100 paesi del mondo, con un milione di studenti solo in Italia.

Tra le risposte alla manifestazione quella della Commissione europea, che ha affermato di ascoltare la richiesta dei giovani e di stare agendo in quella direzione. Il boom dei partiti ambientalisti alle elezioni europee dello scorso maggio, presentato da analisti come una “ondata verde”, è stato direttamente collegato all’attivismo di Greta e di altri giovani leader ambientalisti come lei, tra cui la tedesca Luisa Neubauer, le belghe Anuna De Wever e Kyra Gantois.

 


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