Il Cdr di Repubblica esprime solidarietà al collega Francesco Viviano dopo la conferma in Cassazione della condanna a un anno di reclusione (pena sospesa) con l’accusa di aver sottratto “documenti custoditi in un pubblico ufficio”. Il processo riguardava la pubblicazione sul nostro giornale, nel marzo 2010, di un dettagliato articolo sull’inchiesta della Procura di Trani sul cosiddetto caso Rai- Agcom. Viviano ha sempre respinto le contestazioni. Il Cdr è umanamente vicino al collega e, pur nella convinzione che un giornalista, come ogni altro cittadino, non possa mai ritenersi svincolato dalla legge, esprime preoccupazione dinanzi al fatto che condotte mosse esclusivamente dall’intento di assicurare il diritto-dovere di cronaca vengano punite con il carcere.

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