“Stefano Tria è uno di noi e fa quello per cui Mediterranea è nata: salvare e salvarci da questo orrore”. Così Mediterranea saving humans – il progetto italiano di soccorso promosso da una rete di associazioni, Ong e realtà politiche e sociali – conferma la notizia pubblicata oggi da La Verità della presenza del figlio del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a bordo della barca a vela che supportava la Mare Jonio, la nave umanitaria che lo scorso 19 marzo è approdata a Lampedusa con 48 migranti soccorsi. “Non ci siamo mai posti il problema di chi ognuno di noi sia figlio o parente, ma di cosa possiamo fare per salvare quante più vite umane possibile”, dice la Ong.

Inevitabile l’imbarazzo, vista la durezza della linea dell’esecutivo sulla questione migranti. Proprio oggi il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha ribadito il nuo netto no all’approdo sulle coste italiane di una nave di una Ong che ha salvato dal mar Libico 64 migranti.


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