ROMA – Dall’Italia alla Palestina per proteggere la salute delle donne palestinesi: è questo il cuore del progetto che sarà presentato il 9 dicembre all’ospedale di Bejt Jala di Betlemme. L’Associazione Centro  ELIS di Roma e il Policlinico universitario Campus bio-medico di Roma (UCBM) hanno collaborato assieme al Ministero della sanità palestinese e la struttura ospedaliera in Cisgiordania in raccordo con l’ufficio in Palestina dell’Agenzia italiana della cooperazione allo sviluppo del Mae. Con questa iniziativa si aiuteranno tante donne a salvarsi la vitasconfiggendo il tumore al seno, una malattia che registra una sempre più alta incidenza nel mondo.
 
Per le donne. Per 36 mesi, fino al 2020, la Breast unit contribuirà ad affiancare il sistema sanitario palestinese in campo oncologico. L’obiettivo è di potenziare la risposta contro il tumore al seno attraverso la creazione di un Centro senologico altamente specializzato secondo gli standard internazionali stabiliti da EUSOMA (“the European Society of Breast Cancer Specialists”). 
 
Cos’è. Una Breast unit è un centro di diagnosi e cura in grado di garantire un approccio integrato al tumore al seno, con il supporto di un team di professionisti dedicati (senologo, chirurgo, oncologo, radioterapista, genetista, infermieri) in una struttura tecnologicamente avanzata. Quella del policlinico è uno dei 15 centri di Senologia raccomandati dall’Unione europea ed è centro di riferimento nella Regione Lazio per la diagnosi ed il trattamento del tumore al seno. All’ospedale di Bejt Jala, Breast Unit ha fornito competenze, know how ed erogato formazione grazie ai suoi specialisti.
 
Al fianco delle donne. Grazie a questo progetto le donne palestinesi che hanno come riferimento l’ospedale di Beit-Jala avranno a disposizione, per tutte le fasi del percorso diagnostico-terapeutico (diagnosi, trattamenti e controlli programmati successivi), una Breast unit in linea con gli standard internazionali, la prima in tutta la Palestina. Il progetto ha messo in campo una serie di attività che proseguiranno anche nei prossimi mesi, come seminari in Palestina e in Italia per sensibilizzare la popolazione ed i medici;  l’avvio della Breast unit, con l’esecuzione di lavori di ristrutturazione e adattamento degli spazi e fornendo apparecchiature medicali come un ecografo, un mammografo con tomosintesi e sistemi informatici; la definizione dei protocolli di cura; l’avvio di corsi di formazione in Italia e in Palestina per il personale medico, paramedico, tecnico ed amministrativo palestinese;  ricerche congiunte sulla patologia; sensibilizzazione sulla malattia.
 
Il carcinoma della mammella costituisce la patologia tumorale più frequente nelle donne e rappresenta la seconda causa di morte in Europa; sono infatti circa 332 mila le donne dell’Unione Europea alle quali ogni anno, secondo i dati dell’OMS, viene diagnosticato il tumore al seno. In Italia nel 2017 sono stati diagnosticati 50.500 nuovi casi di tumore al seno, secondo l’Associazione Italiana dei Registri Tumori.

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Mario Calabresi
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