Cori razzisti a San Siro, il Milan denuncia: “Nessuno è interventuto per fermare la partita”


Cori razzisti a San Siro, il Milan denuncia: "Nessuno è interventuto per fermare la partita"
Tifosi laziali a San Siro (ansa)

Il presidente Scaroni parla di situazione umiliante e della necessità di intevenire per fernare manifestazioni che nulla hanno a che vedere con il calcio

 “AC Milan sente il dovere di denunciare ai massimi Organi sportivi i gravi episodi di ieri avvenuti sia all’esterno che all’interno dell’impianto sportivo, per i quali la Procura Federale non ha ritenuto opportuno avviare le procedure per porvi fine, con l’auspicio che, con l’impegno di tutti, vengano presi dei provvedimenti affinché il razzismo possa essere debellato da tutti gli stadi italiani”. Così in una nota il club rossonero dopo gli ululati che prima e durante la semifinale di Coppa Italia Milan-Lazio sono stati indirizzati a Kessie e Bakayoko della squadra di Gattuso senza che i rappresentanti della federazione ordinassero la sospensione della gara.

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Anche il presidente Paolo Scaroni commenta con una nota la vicenda: “È stato avvilente – sottolinea Scaroni – seguire un così importante evento sportivo nel nostro stadio mentre da un settore erano percepibili ululati e insulti razzisti. È doveroso non abbassare la guardia: il calcio è rispetto. Il calcio deve unire e non dividere”. Gli ululati e i cori razzisti sono stati l’ultimo episodio di una giornata che ha visto protagonisti in negativo gli ultrà della Lazio che alcune ore prima della partita in corso Buenos Aires, a pochi metri da piazzale Loreto, luogo simbolo della Milano antifascista, avevano srotolato uno striscione inneggiante a Mussolini accompagnando la provocazione – alla vigilia del 25 Aprile – con saluti romani al grido di “presente”. Diciannove tifosi laziali e un interista sono stati denunciati per quell’episodio con l’accusa di “manifestazione fascista”.

25 aprile 2019 – Aggiornato alle



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