ROMALuca Parmitano, dalla stazione spaziale Iss, ha lanciato l’ennesimo allarme sull’estensione e l’impatto – visibile dallo spazio – della crisi climatica in atto, definendo il mutamento climatico come il principale nemico dell’umanità. “Ci è arrivata conferma di quello che noi sosteniamo e che ho sempre sostenuto da quando sono diventato ministro: noi non stiamo immaginando di essere nei cambiamenti climatici, noi siamo dentro i cambiamenti climatici”. Sergio Costa, ministro dell’ambiente, lo dice intervenendo in un collegamento con Rainews24.

Nessuna novità, è quello che “le Nazioni Unite e i piu grandi scienziati della terra dell’Ipcc, il braccio scientifico dell’Onu, il primo ottobre 29018 hanno certificato”, sottolinea costa, “qualcosa più che annunciato”. Ciò “vuol dire che tutti insieme, Italia per prima, dobbiamo fare delle azioni concrete”, prosegue il ministro. Ad esempio “l’8 ottobre 2018, una settimana dopo che l’Ipcc aveva certificato i cambiamenti climatici, siamo andati in europa al Consiglio dell’ambiente europeo a negoziare il taglio delle emissioni di CO2“, dice costa. “Siamo partiti con un 40% di taglio delle emisioni quando alcuni paesi europei, come alcuni del blocco di Vysegrad, proponevano il 20% – spiega – e dopo 16 ore di negoziazione ininterrotta abbiamo chiuso al 37,5%. Mi sembra che l’Italia in quel caso materialmente abbia ottenuto un grande risultato”.

Ciò è importante perché “non si salva il mondo da soli, lo si salva insieme algli altri”, avverte il ministro dell’ambiente sergio costa, e l’Italia “vuole essere leader e porta questa leadership in Europa, per poi portarla insieme all’Europa a livello mondiale”. Infatti “a settembre abbiamo il summit sul climate change a new york all’onu” e “l’italia porterà il proprio progetto che sta suscitando grande interesse a livello mondiale sulla digitalizzazione del sistema di gestione elettrica nei paesi in via di sviluppo e sviluppati, con taglio di quasi il 40% di energia” consumata, conclude costa, parlando di “una leadership ambientale che prima non avevamo”.
 


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