È arrivato in procura l’amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul ponte Morandi. Il manager è il sedicesimo, su 21 indagati, a essere sentito dai pubblici ministeri. Le accuse per tutti sono omicidio colposo plurimo aggravato dalla colpa cosciente, disastro colposo, omicidi stradale colposo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Castellucci è arrivato insieme al suo legale, l’avvocato ed ex ministro della Giustizia Paola Severino.  Ad interrogare l’a.d. di Autostrade, il pm Massimo Terrile, insieme a Walter Cotugno titolare dell’inchiesta. L’amministratore delegato di Autostrade, secondo le prime indiscrezioni, di fronte al pm Massimo Terrile dovrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere, ma allo stesso tempo rendere spontanee dichiarazioni in merito al crollo di Ponte Morandi. Fonti di Autostrade, nel frattempo, considerano “verosimile” l’uscita di Castellucci dalla società, per concentrarsi solamente sulla guida di Atlantia (società di cui è già amministratore delgato), dopo l’acquisizione della spagnola Abertis. Finora solo in tre, su 15 interrogati, hanno risposto alle domande dei pubblici ministeri. Alla fine dell’interrogatorio, Castellucci e Severino, secondo quanto appreso, rilasceranno delle dichiarazioni alla stampa.

Intanto il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura David Ermini, insieme ad altri componenti, sta compiendo una visita sul luogo delle macerie di ponte Morandi. “E’ impressionante, le immagini viste in tv non rendono l’idea di quanto accaduto”, ha detto Ermini. Con i componenti del Csm ci sono il procuratore capo della Procura di Genova Francesco Cozzi, il sindaco di Genova Marco Bucci e il governatore Giovanni Toti. Il gruppo si è soffermato vicino al basamento della pila 9, quella crollata, ed ha visitato il magazzino Dell’azienda municipalizzata dell’ Ambiente, Amiu, utilizzata dalla procura per raccogliere i reperti utili all’inchiesta. Il sindaco ha indicato ai componenti del Csm i palazzi sotto il moncone est che saranno cedute per poi avviare la demolizione del ponte.
 


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