ROMA – Arriva un primo via libera dal Csm al trasferimento chiesto in prevenzione dal pm romano Luca Palamara per evitare una procedura d’ufficio per incompatibilità, mentre si attende la decisione della Sezione disciplinare sulla sua sospensione dalle funzioni e dallo stipendio. Il primo sì arriva dalla Prima Commissione competente sulle incompatibilità ambientali e funzionali, ma ora dovrà esprimersi un’altra Commissione, la Terza. Palamara aveva chiesto di essere destinato alla Corte di appello dell’Aquila con funzioni di consigliere; ma ha poi rettificato la richiesta, indicando il tribunale dell’Aquila.

E intanto anche  il pm romano Stefano Rocco Fava, indagato a Perugia per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito della stessa inchiesta, ha chiesto al Csm di essere trasferito. In particolare Fava vuole essere destinato come giudice al tribunale di Tivoli o in alternativa di Velletri. Sulla richiesta dovranno esprimersi la Terza e la Prima Commissione, che gli aveva aperto la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità in relazione ai fatti contestati nell’inchiesta penale. Procedura che sarà archiviata nel caso la richiesta di trasferimento venisse accolta. 
 


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