Si è aperta con un nuovo e ultimo deposito, l’udienza del processo per la morte di Stefano Cucchi che vede imputati cinque carabinieri. Ma soprattutto è la giornata in cui verrà sentito come teste Vittorio Tomasone, all’epoca dei fatti comandante provinciale di Roma.  In apertura di udienza  il pm Giovanni Musarò prende la parola. “È l’ultimo deposito di attività integrativa di straordinaria importanza. C’e stato depistaggio sia nel 2015 sia per il 2009 che è oggetto del procedimento. Pensiamo di essere riusciti a capire e dimostrare cosa accadde nel 2009, grazie ad acquisizione documentale  resa possibile anche grazie alla leale collaborazione che ci è stata offerta dal comando provinciale dei carabinieri.

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Due le circostanze: la prima attiene alla ricostruzione dei fatti. Nei primi giorni successivi alla morte di Stefano, l’Arma non si mosse. Dal 26-27 ottobre ci furono tutta una serie di annotazioni, tra cui anche quelle false. Il 26 ottobre, alle 15.38 del 26 ottobre 2009, Gonnella e Manconi fanno una dichiarazione pubblica sulla morte di Cucchi. Poi arriva un lancio Ansa in cui si indica un preciso lasso temporale che era chiaro. Questa agenzia scatena un putiferio.
Alle 16.46 il comando legione chiede urgentissime spiegazioni. Ma a cosa servivano: non servivano per il pubblico ministero, servivano per redigere un appunto per il ministro Alfano che avrebbe dovuto rispondere due giorni dopo. Ma soprattutto è stata utilizzata per un’informativa che il ministro fece al Senato il 3 novembre. L’appunto viene redatto sugli atti falsi redatti dal comando generale. E quindi cosa avviene? Che il ministro Alfano dichiara il falso davanti in aula: Stefano Cucchi è stato collaborativo, si omette ogni passaggio dalla compagnia Casilina e Cucchi già al momento dell’arresto era in condizioni fisiche debilitate. Tre cose non vere. Implicita ma chiarissima accusa agli agenti. Il primo ad accusarli, paradossalmente, fu il loro ministro. E, ancora più paradossalmente, il fascicolo è iscritto contro ignoti.

Secondo aspetto – prosegue Musarò – che attiene agli esami medico legali. Fin dall’inizio da parte dei Carabinieri ci fu particolare attenzione all’aspetto medico legale. In estrema sintesi, due dati devono essere registrati con inquietudine: tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, negli atti ufficiali interni all’Arma erano già scritte le conclusioni che arriveranno solo sei mesi dopo. I consulenti ancora non sono stati nominati. Inoltre, ci sono una serie di circostanze false. Tra cui quella in cui Stefano Cucchi dice di essere anoressico. Non è vero, non lo ha mai detto. Il comandante provinciale del 2016 dice che Cucchi ha avuto un attacco di epilessia in caserma. Non è vero.
Si è giocata una partita truccata sulle spalle di una famiglia, ma ormai qui c’è in gioco la credibilità di un intero sistema”.


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