Antibufale, figaggine. Ma anche Var e triplete. Ogni anno lo Zingarelli, il Vocabolario della lingua italiana edito da Zanichelli, racconta un pezzo di Italia: e ogni anno si aggiorna con nuove voci. Che non sono solo espressioni, modi di dire e sinonimi che rendono più ricco l’italiano, ma rappresentano il contesto sociale e culturale da cui provengono. Così i neologismi accolti nell’edizione del 2019 disegnano un Paese scettico, malpancista e incline alla polemica: insomma un’Italia che sempre più spesso è “contro” tutto e antagonista a prescindere.

La sintesi è nel termine antitutto che lo Zingarelli riporta come: chi si oppone sistematicamente a ogni iniziativa o proposta. E “antitutto” è solo una delle mille nuove voci e significati entrati nella nuova edizione (in totale oltre 145mila voci, 380mila significati). L’ingresso delle nuove voci, spiegano dalla Zanichelli, “avviene solo dopo un attento e lungo monitoraggio delle voci. I criteri sono: durata, frequenza e qualità”. Durata: da quanti anni è presente una parola. Con frequenza si intende la diffusione e l’uso di una parola. Infine la qualità, cioè il “peso culturale” di una parola: in questo senso il criterio diventa l’uso delle persone colte e la presenza in dibattiti importanti. 
 
Dunque, i neologisimi specchio di un Paese e dei tempi pieni di “anti”: come antivaccinista e no vax (che – o chi – è contrario alla vaccinazione obbligatoria). Passato dal dibattito politica e sociale alle pagine del vocabolario che parla di un Paese in cui si è sempre pronti a buare (disapprovare un artista, uno spettacolo, ecc. mediante ripetuti ‘buu’). Così, per contrastare la diffusione delle fake-news, bisogna mettere in atto misure antibufale. Un campo dove è sempre attivo l’allertatore (chi segnala qualcosa di anomalo o di preoccupante). Il nuovo Zingarelli racconta l’Italia dell’analfabetismo funzionale (la condizione di chi, pur non essendo analfabeta, non sa comprendere o redigere un testo minimamente complesso).
 
Entrano quest’anno anche voci che descrivono la società: quella del salottismo (il fenomeno delle riunioni nei salotti mondani. La frequentazione di tali salotti) e dei vipparoli (frequentatore o esponente del mondo vip), ambienti che sono pieni di figaggine (nel gergo giovanile, caratteristica di chi o di ciò che piace ed è alla moda). Si diffonde l’abitudine a spoilerare (anticipare alcuni dettagli della trama di un film, di un romanzo, o soprattutto di una serie tv, rovinando quindi l’effetto sorpresa). E quella, ben peggiore, di stalkerare (molestare insistentemente qualcuno sottoponendolo a stalking). 

Lo sport – e in particolare il calcio – ha un suo affermato potere mediatico: così a soli due anni dalla sua introduzione, la Var (sigla di Video Assistant Referee –  ovvero la tecnologia che consente all’arbitro di rivedere un’azione al replay) è entrata nell’immaginario collettivo e di conseguenza nel linguaggio comune. Così viene accolta nello Zingarelli 2019. Insieme a un’altra voce del calcio, il triplete, cioè la vittoria ottenuta da una squadra, nel corso dello stesso anno sportivo, nelle tre competizioni principali. Sempre dallo sport, molte le voci prese dal basket: da lay up a imbucata, da pick and roll a pitturato: quest’ultimo termine indica l’area di forma rettangolare sotto il canestro, colorata rispetto al resto del campo, nella quale un giocatore in attacco non può rimanere più di tre secondi.




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