Pochi gol, pochi assist. E un rendimento decisamente inferiore rispetto alle stagioni precedenti. Al giro di boa del campionato le statistiche – e non solo – individuano sei delusioni (definirli flop sarebbe un azzardo, trattandosi di calciatori che hanno mostrato in passato enormi qualità) che meditano la riscossa. Dybala, Callejon, Perisic, Milinkovic-Savic, Higuain, Dzeko, in ordine di classifica. Non sono sul mercato, non sono discussi anzi, alcuni di questi sono ancora la figura barometro della squadra, l’arma per lo scatto in avanti. E i tecnici li attendono al meglio per il momento clou della stagione, quando ci si avvicina all’argenteria.

Da Dybala a Higuain: deludenti ma pronti al riscatto

Paulo Dybala

LA REGRESSIONE DI PAULO –  Ma i numeri non mentono. E dunque. Il talento argentino della Juventus sta trovando più spazio tra centrocampo e la trequarti, ma è evidente la regressione rispetto allo scorso campionato. Appena due reti (ma cinque in Champions League), 22 nella passata stagione, con i primi dieci realizzati nelle prime giornate di torneo. La marcia indietro è sotto gli occhi, così come la suggestione (o meglio, soggezione) nei confronti di Cristiano Ronaldo, della grandezza del portoghese, della fame di reti e della posizione in campo che ha invece portato dividendi a Mandzukic (otto centri per il croato). Insomma, gli accostamenti, inopportuni, del recente passato con i più grandi, da Messi a Neymar, a quasi 26 anni, sono lontani. 

Da Dybala a Higuain: deludenti ma pronti al riscatto

Callejon

IL GOL SPARITO DI CALLEJON – Certo, tanto lavoro sulla fascia destra, la capacità tattica, la fase difensiva e una conoscenza superiore del gioco. Ma lo spagnolo non riesce più ad andare a rete. Zero reti in campionato, così in Champions League. Nell’ultima edizione partenopea di Sarri, dieci reti, anche 14 nel 2016/17, uno in più nel 2013/2014, con Rafa Benitez. E soprattutto due centri falliti che avrebbero fatto girare la stagione del Napoli, l’occasione sprecata dinanzi a Szczesny nello scontro diretto con la Juventus all’Allianz Stadium (sul 2-1 per i bianconeri) e il tap in alle stelle ad Anfield, sul vantaggio striminzito dei Reds che avrebbe con ogni probabilità lanciato i ragazzi di Ancelotti agli ottavi di finale. Se continua a non incidere, Ancelotti sarà costretto a trovare soluzioni alternative.
 

Da Dybala a Higuain: deludenti ma pronti al riscatto

Ivan Perisic

LO SPRINT PERDUTO DI IVAN –  I Mondiali entusiasmanti (e fiaccanti) della Croazia, forse la volontà di lasciare San Siro. Per ora, l’esterno croato è il dilemma di Spalletti, l’equazione non risolta. Spesso assente, letargico. Ma difficile, assai difficile lasciarlo fuori. Le cifre: tre gol e due assist. Mentre nelle passate stagioni alla fine è andato in doppia cifra, per centri e assistenze gratuite. Ma è soprattutto il linguaggio del corpo che preoccupa maggiormente i nerazzurri. Per giocarsi il secondo posto e non veder allargarsi a dismisura la forbice dalla Juventus, serve il vero Perisic, in attesa di giugno e di un possibile addio.

Da Dybala a Higuain: deludenti ma pronti al riscatto

Milinkovic-Savic

MILINKOVIC, ANCORA L’ARMA CHAMPIONS PER INZAGHI – Forse Lotito pensa ancora agli assegni presentati dai top club inglesi, in particolar modo il Manchester United, per portarlo via da Roma la scorsa estate. Oltre cento milioni di euro, che potevano anche sembrar pochi per un bulldozer da 190 cm con piedi al miele, piuttosto presente davanti al portiere. Ma la prima parte della stagione del serbo, che ha dato qualche segnale di risveglio nei pressi delle festività, è stata assai negativa, non solo per i registri contabili, che in ogni caso recitano tre gol e un assist (12 e quattro, lo scorso maggio). Per Simone Inzaghi, assieme a Immobile, resta l’arma per provare a piazzarsi in Champions League.

I TORMENTI DI GONZALO –  Il Milan sulle sue spalle. Per gol, giocate, ma anche per la leadership tecnica ed emotiva, per la forza di trascinare i giovani ed elevare il livello di compagni di reparto, da Suso a Calhanoglu. L’argentino dopo una partenza di livello poi si è fermato. Tra turbolenze, lamenti, poca assistenza dei compagni e i dubbi di Gattuso. E non solo per il rosso esibito sotto gli occhi da Mazzoleni, a San Siro con la Juve, poco meno di due mesi fa. Sei reti e un assist, 40 complessivi in campionato nelle due stagioni alla Juventus, cifre ancora migliori nell’esperienza al Napoli. Si è sbloccato con la Spal, nell’ultima di torneo prima delle vacanze. E le voci di mercato, ambito da Sarri al Chelsea, lo seguiranno fino al 31 gennaio. Ma a Gattuso occorre come nessuno per arrivare in Europa.

Da Dybala a Higuain: deludenti ma pronti al riscatto

Edin Dzeko

EDIN BELLO (SOLO) DI NOTTE –  I gol e il talento riservati solo per la Champions League. In campionato il bosniaco finora è la delusione (tra le delusioni) della Roma di Di Francesco. Certo, l’anagrafe dice 32 e il tassametro va verso i 33 anni, avrebbe bisogno di un ricambio di spessore e Schick si è ricordato delle sue doti solo in dicembre. Finora, due reti e altrettanti assist (ma cinque in Coppa), 16 nello scorso campionato, addirittura 29 due stagioni fa. Un anno fa la Roma stava per spedirlo a Stamford Bridge, poi il bosniaco l’ha trascinata sino alle semifinali di Champions League. E’ quello che hanno chiesto alla Befana per i prossimi mesi il tecnico e la dirigenza giallorossa.
 


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Mario Calabresi
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