TORINO – La frustata delicata su assist di Cuadrado, il bis pochi  minuti  dopo, sempre di sinistro, a gelare ter Stegen e il Barcellona. Sembrano passati anni da quella magica serata di Champions firmata Paulo Dybala, il 3-0 dell’11 aprile 2017 che lanciò la squadra di Allegri verso la semifinale di Champions. Il punto più alto in bianconero della Joya, gonfiato d’orgoglio dai paragoni con Messi, dalle coccole del tifo bianconero, sempre più innamorato dell’argentino con il viso da fanciullo, e dalla valutazione multimilionaria della società.
A poco più di due anni di distanza da quella notte, Dybala è un ragazzo solo, scaricato dalla società e dal tentativo di rimpinguare le casse bianconere, stressate da due campagne acquisti esose, oltre che oscurato dal sogno Lukaku. Se il tifo bianconero non scorda le emozioni vissute, convinto che tante altre pagine possano essere scritte dal “diez” argentino, la società è stata chiara: Dybala non è più incedibile. Anzi. Dopo 4 anni e 75 gol complessivi tra coppe e campionato, recordman della Juventus negli ultimi cinque anni, il matrimonio tra Dybala e la Juventus rischia di finire nel peggiore dei modi.

No alla premier, meglio la liga

Chi lo conosce bene descrive con toni cupi lo stato d’animo di Paulo: ferito dalle mosse della Juventus, convinto che prima di decidere la sua eventuale cessione la Vecchia Signora avrebbe dovuto quantomeno  ascoltare il suo punto di vista, le sue rinnovate motivazioni, il suo desiderio di restare al fianco di Cristiano Ronaldo. “Non è facile giocare vicino a lui” aveva profetizzato il fratello qualche mese fa in un’intervista a una radio di Cordoba: viste le pieghe del mercato, da difficile si sta trasformando in impossibile. 
L’argentino è tornato ieri dalle vacanze, in anticipo di quattro giorni rispetto al 5 agosto, giorno fissato per il suo rientro: niente incontro con Sarri, visto il pomeriggio di riposo per i calciatori  della Juventus, discussione rimandata a data da destinarsi. Mentre Paratici continua a trattare con il Manchester United per lo scambio con Lukaku: 9 milioni all’anno per il centravanti  belga, un volo di sola andata per la Joya con destinazione Premier League. Una meta sgradita all’argentino, che oltre a dover rinunciare alla Champions League per un anno, vista la mancata qualificazione dei Red Devils, è convinto di non trovarsi a proprio agio nel calcio inglese. Meglio la Liga, meglio il Real Madrid o il Barcellona: blaugrana che, nonostante i titoloni dei quotidiani italiani di due anni fa, hanno scelto Griezmann per affiancare Messi e per prenderne, in futuro, il posto. 

Richieste altissime e Marotta ci prova

Dybala avrebbe sparato altissimo per accettare lo United, consapevole che la politica di taglio degli stipendi della squadra di Solskjaer avrebbe reso impossibile l’accordo: 20 milioni all’anno per il calciatore, 15 milioni agli agenti per portare a compimento la trattativa. Nel frattempo sotto traccia si muove l’Inter: Marotta, lui sì, ha sempre creduto nelle qualità di Dybala. L’unica strada che potrebbe portare Icardi in bianconero passa appunto dallo scambio con Dybala: dopo l’8 agosto, giorno di chiusura del mercato inglese, si saprà il futuro dell’argentino, ormai ai margini del progetto al pari di Higuain.

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