“Le missioni che sta compiendo la nave Mare Jonio così come quelle delle Ong sono missioni degnissime, che non possono non destare l’attenzione di chiunque di noi, in particolare di un parlamentare della Repubblica che putacaso è un ufficiale di Marina, della Guardia Costiera, di quel corpo deputato al  salvataggio delle persone in mare”. Dopo aver dichiarato ieri la sua intenzione di salire a bordo delle navi impegnate nel soccorso ai migranti nel Mediterraneo, il senatore Gregorio De Falco, ormai ex Movimento 5 Stelle, ribadisce e chiarisce meglio le sue intenzioni. “È chiaro”, ha detto alla conferenza di Mediterranea oggi a Roma, “che la circostanza dovrà essere valutata in maniera approfondita. “Sto valutando se andare a bordo”, ha detto, “perchè si tratta di una missione civile molto ampia che travalica i confini, una missione umanitaria, dovuta, doverosa”.

“Molti dei miei colleghi stanno soffrendo”, ha proseguito il senatore riferendosi allo stop ai soccorsi in mare imposto dal governo M5S-Lega. “Perché la missione del Corpo cui appartengo è prodigarsi. In mare, in acqua, non ci sono migranti, ci sono persone. E queste persone se proprio dobbiamo dargli un’etichetta sono naufraghi”. La nave Mare Jonio partirà la prossima settimana verso le acque al largo della Libia e la presenza a bordo di De Falco è ritenuta molto probabile. De Falco divenne celebre per il ruolo svolto come comandante della Capitaneria di porto in occasione del naufragio della Costa Concordia nel 2012 e per il famoso “torni a bordo” intimato al comandante della nave da crociera Francesco Schettino.

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