Arrestata dalla polizia una ventunenne originaria del Botswana, ritenuta coinvolta nella drammatica vicenda della morte della sedicenne Desirèe Mariottini, ritrovata a ottobre senza vita in uno stabile abbandonato di San Lorenzo a Roma. Antonella Fauntleroy, questo il nome della giovane, è stata individuata da diversi testimoni come la pusher che procurava gli stupefacenti alla ragazza.

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Nella perquisizione effettuata contestualmente al suo arresto nel vano lavanderia di uno stabile in borgata Finocchio, sono stati sequestrati metadone e psicofarmaci. Per gli inquirenti avrebbe ceduto, in “maniera continuativa e aggravata”, sostanze stupefacenti alla sedicenne anche nei giorni precedenti alla sua morte. Sarebbe stata indicata in diverse circostanze e da più testimoni, come una persona che ha “aiutato” Desirèe a procurarsi ed assumere lo stupefacente all’interno dello stabile abbandonato di via Dei Lucani 22.
La complessa attività investigativa sulla morte di Desirèe ha evidenziato che Fauntleroy era pienamente consapevole della reale età della giovane vittima. La sua posizione è aggravata dal fatto che alcuni di coloro che quel giorno si trovavano nell’edificio di via dei Lucani la rimproverarono per come si comportava con la ragazzina.

I significativi e gravi indizi di colpevolezza a carico della donna, riferiscono gli inquirenti, si inseriscono in un contesto che vede come mezzo della morte di Desirèe un’intossicazione acuta da sostanze stupefacenti e psicofarmaci, come stabilito dalle conclusioni dell’autopsia e degli esami tossicologici.

rep

 


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