Sul nuovo logo scelto per lanciare le Dolomiti bellunesi come “montagne di Venezia”, in vista delle Olimpiadi invernali, infuria la polemica. Lo scorso 10 febbraio alla Borsa internazionale del turismo, in svolgimento a Milano, il Conzorzio Dmo Dolomiti della Provincia di Belluno ha presentato il nuovo marchio turistico delle Dolomiti del territorio di Belluno, in cui spicca lo slogan “le montagne di Venezia”.

Dolomiti "montagne di Venezia", il logo scelto dal Veneto fa infuriare il Trentino

“Oltre il 46% delle montagne riconosciute dell’Unesco sono in territorio bellunese – ha detto alla Bit Federico Caner, assessore veneto al Turismo –  Per noi è un orgoglio e un onore poterle esibire. Il nostro turismo non è solo domestico, ma arrivano visitatori da tutto il mondo: è importante comunicare loro che vicino a Venezia ci sono montagne splendide. Il Veneto non è solo Venezia ci sono tante realtà e possibilità per un turismo emozionale”.

La risposta del Trentino Alto Adige, altra regione in cui si innalzano le Dolomiti, non si è fatta attendere: “È certamente un fatto positivo che la Provincia di Belluno si doti di un marchio ombrello per la sua promozione, analogamente a quanto già avviene sia in Trentino che in Alto Adige – ha detto lunedì il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore all’ambiente, Mario Tonina – Ma associare al nome Dolomiti lo slogan ‘le montagne di Venezia’ è un’operazione estremamente delicata. Le Dolomiti sono condivise dalle Province autonome di Trento e Bolzano, dalla Regione del Veneto e dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – ha proseguito Tonina – Sono state inserite nella Lista del Patrimonio mondiale Unesco dieci anni fa come bene unico, condiviso tra territori diversi”.

Durante la presentazione del logo, il Veneto aveva voluto sottolineare che “oltre il 46 per cento delle montagne riconosciute dell’Unesco sono in territorio bellunese”. Il riferimento all’agenzia dell’Onu è importante. Le regioni che vantano le Dolomiti si sono sentite “scavalcate dall’annuncio veneto, che avrebbe anche sviluppato il marchio e la relativa pubblicizzazione, secondo quanto afferma Tonina “nell’ambito di un progetto finanziato dalle Province di Trento e Bolzano a valere sul Fondo Comuni Confinanti”, come dire, soldi di tutte le Dolomiti usati per promuovere soltanto quelle venete senza coinvolgere le altre.

Oggi l’assessore veneto ha risposto alle critiche: “Nessuno vuole appropriarsi di nulla – dice Caner -. Ci rendiamo perfettamente conto, almeno noi veneti, che le Dolomiti sono letteralmente senza confini e senza padroni, ma ragioniamo in termini di marketing moderno, e il nome di Venezia è un traino eccezionale che farà bene a tutta l’area dolomitica”. “Se si chiede a un italiano dove sono le Montagne Rocciose – argomenta l’assessore –  difficilmente vi dirà in che Stati degli Stati Uniti sono, e risponderà semplicemente in America. ‘Le montagne di Venezia’ è scritto volutamente in inglese per spiegare ai turisti internazionali la vicinanza geografica tra le due belle realtà, considerando il fatto che le Dolomiti sono un Patrimonio unico al mondo raggiungibile da più parti, ma che il punto di partenza indubbiamente più famoso e vicino è Venezia”.

 




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