Il Comune di Riccione non ha concesso il riconoscimento della genitorialità di due gemelli alla compagna di una donna, benché entrambe fossero coinvolte nella nascita dei bimbi.

Serena Galassi e Giada Buldrini, infatti, hanno scelto nel 2012 di recarsi in Spagna per praticare la fecondazione eterologa usufruendo, in un centro specializzato, del seme di un donatore. Giada ha donato gli ovuli che, una volta fecondati, sono stati impiantati nell’utero di Serena: quest’ultima, nel 2013, ha dato alla luce i due gemelli. Ed è proprio lei, Serena, la sola ad essere riconosciuta come madre.

La coppia, poche settimane fa, ha richiesto senza successo all’ufficio anagrafe della città romagnola il riconoscimento di filiazione fuori dal matrimonio. Tramite la loro legale, l’avvocato Katia Buldrini, le due donne hanno poi presentato un ricorso al tribunale di Rimini. Secca però la replica del sindaco di Riccione, Renata Tosi (centrodestra), la quale sostiene di aver esclusivamente applicato la legge che non prevede due madri. Di diverso avviso naturalmente le due donne: che nel ricorso depositato in Tribunale, tramite l’avvocato Katia Buldrini, fanno notare che il mancato riconoscimento dell’altra madre andrebbe a discapito dell’interesse dei minori.


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