ROMA – In bilico. Tra la valigia per un nuovo viaggio e la riconferma, con nuove regole d’ingaggio, con la maglia dei gol ma anche dei tormenti. Dybala, Insigne, Icardi, in rigoroso ordine di classifica, il terzetto che contribuirà a rendere assai calda l’estate del calcio italiano. Certo, ci sono anche altri calibri di A che non conoscono ancora il futuro tra qualche mese, da Suso a Milinkovic-Savic, oppure Dzeko o Chiesa. Ma il cantiere sul tris di talenti è aperto ormai da tempo e gli eventi delle ultime settimane contribuiscono a formare le prove. Da punti fissi, incedibili, capitani come Insigne e Icardi oppure talenti destinati alla grandezza come la Joya, a possibili partenti.

Dybala, l’ombra di Ronaldo e il mercato

Il contributo all’ottavo scudetto in fila, il quinto a Torino per Massimiliano Allegri, è da spalla, piuttosto che da protagonista del gioco. Cinque reti nel torneo, altrettanti in Champions League, doppia cifra stentata, pochi assist, tante panchine (a favore prima di Mandzukic, poi di Bernardeschi) e in generale lo scarso feeling con il ruolo disegnato dal tecnico livornese, trequartista o tuttocampista con spazio per partire da dietro. E poi, l’ombra ingombrante di Ronaldo, il cannibale che tende a sfilare l’aria ai compagni di reparto. Si è perso, Dybala. Anche Allegri, dopo averlo difeso più volte, si è soffermato sulle ombre dell’argentino nella sfida perduta con l’Ajax all’Allianz Stadium. E quindi, a quasi 26 anni, c’è l’opzione mercato, forse l’Inter nell’ottica di uno scambio con Icardi, poi l’Europa che conta, con una valutazione intorno ai 100 milioni di euro, nonostante la stagione negativa.

Dybala, Insigne e Icardi: gol e tormenti, il futuro in bilico

Lorenzo Insigne

Insigne, i fischi e il gelo con Ancelotti

Il rapporto da sempre complicato con il San Paolo, l’arrivo sulla scena (sinora silenzioso, ma operoso) di Mino Raiola, un rendimento assai negativo nella seconda parte di stagione. E infine, le storie tese con Carlo Ancelotti. Il capitano del Napoli, l’uomo del nuovo corso dopo la partenza di Marek Hamsik, è davvero un caso, al netto di vere o presunte dichiarazioni dell’entourage familiare sulla gestione di Ancelotti. Invece pesa, non poco, quanto detto al Corriere dello Sport a pochi attimi dall’andata di Europa League con l’Arsenal, l’ombra dell’offerta irrinunciabile, assieme al mantra ripetuto spesso di sentirsi vittima del tifo napoletano, che non gli perdonerebbe nulla, anzi. E poi c’è il campo, 13 reti in 38 partite stagionali (nove in A), un avvio positivo da seconda punta, ruolo disegnato per lui da Ancelotti, poi il calo, netto. Atletico Madrid, forse la Premier League, magari a casa Klopp, suo antico estimatore: per circa 100 milioni il Napoli pensa a farlo partire. Meno incedibile, per Ancelotti e De Laurentiis, di Koulibaly o Allan.

Mauro, Wanda e i dolori nerazzurri

Il caso più mediatico, forse anche il più complesso da risolvere. Mesi di tensioni, assenze in campo, riflessioni – più o meno condivise dall’ambiente nerazzurro – sui social e soprattutto in tv da Wanda Nara, moglie e manager di Icardi, che avrebbe minato l’umore dello spogliatoio. Quella fascia da capitano sfilata che ha provocato la rabbia del numero nove, sino al rientro in squadra dopo infortuni con certificati medici, con più panchine che maglie da titolare. E con pochi gol. Regge, pare, la tregua siglata dalle parti fino al termine della stagione, per consentire all’Inter di giocarsi la Champions League, la priorità per tutti. Anche per l’argentino, dieci reti in A, 16 in totale, assai lontano dalle sue abituali medie, in panchina contro la Roma sabato sera, tra i cori offensivi della curva Nord, non condivisi dal resto di San Siro. Con ogni probabilità lascerà Milano, ma c’è la clausola, 110 milioni di euro che sembravano pochi ma che ora, per ora, tengono lontane altre big europee.
 

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