Perde un pezzo importante la leggenda Alpina. Oggi nel trevigiano se n’è andato “Iroso”, l’ultimo mulo ad aver fatto la ‘carriera’ militare, quadrupede in forza alla disciolta Brigata Cadore, e dal 1993 felice animale in pensione, per il quale i proprietari – che l’avevano preso ad un’asta dell’Esercito – si erano perfino dati fare per trovare una nuova compagna, dopo che si era intristito per la perdita dell’amata “Gigliola”.

Iroso aveva 40 anni, un’età che parametrata agli umani arriverebbe a 120. Un grande vecchio ed una vera leggenda, dato sono state centinaia le persone che hanno fatto tappa nell’allevamento di Cappella Maggiore (Treviso), dov’era curato da Toni De Luca e dalla famiglia per salutare ‘l’ultimo dei mulì. Il compleanno numero 40 era stato festeggiati alla grande nel gennaio scorso dalle penne nere, con tanto di alza bandiera e fanfara in stile adunata. A comunicare la morte di Iroso è stato è stato il presidente della sezione Ana di Vittorio Veneto, Francesco Introvigne. “Come tutti i veri alpini, anche il generale Iroso non è morto, è semplicemente andato avanti, per restare sempre nei nostri cuori” ha commentato il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia. “Tante volte – ricorda – ci siamo incontrati con Iroso, e sempre era come ritrovare un vecchio amico, non solo un animale da accarezzare e rispettare. Un amico degli alpini, di noi grandi come dei tanti bambini che se ne innamorarono”.

Numero di matricola 212 scolpito sullo zoccolo, Iroso era ormai cieco da un occhio e acciaccato dal peso degli anni. Quando morì la sua mula ‘compagna’, Gigliola, raccontano che l’animale ragliò, inconsolabile, per due giorni. Così il proprietario, Antonio De Luca (ex alpino), trovò per fargli compagnia ‘Winie’, una giovane asina concessa in “comodato d’uso perenne” dall’ex campione di ciclismo Marzio Bruseghin.

Nato nel 1979, Iroso poteva fregiarsi fino a ieri d’essere l’unico quadrupede rimasto ad aver svolto il servizio militare, nelle truppe del 7/o Reggimento Belluno. Poi, con la sospensione della leva obbligatoria, nessuno aveva più ricevuto cartoline rosa, e Iroso non aveva più avuto chi lo conducesse sulle mulattiere di montagna. Costretto così a indossare i panni civili, ebbe la fortuna di essere acquistato da De Luca, un commerciante di legname, ad un bando del Ministero della difesa, nel 1993. L’uomo comperò 10 muli, tutti della squadra degli ultimi 24 con il marchio degli alpini impresso sullo zoccolo.

Coccolato e portato in passeggiata lungo le colline trevigiane, fino al termine della sua vita ha preso parte alle Adunate nazionali Alpine, l’ultima nel 2017 a Treviso, alloggiato in uno stallo confortevole, sorvegliato da due alpini e con un veterinario sempre nei paraggi. Ora anche per Iroso può risuonare “Il Silenzio”.


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