EMPOLI – Allenatore, vice, collaboratore tecnico: per un totale di 12 anni. Per Aurelio Andreazzoli la Roma è praticamente una seconda casa e domenica che sfiderà per la prima volta da avversario proprio i giallorossi, il 64enne tecnico dell’Empoli vivrà un pomeriggio speciale: “Non può essere una partita come le altre. La Roma rappresenta un periodo importantissimo della mia vita. Ho amici fraterni e una società che mi ha sempre trattato benissimo”.

I GIOVANI E TOTTI – Dal 2005 al 2017, tra giocatori, dirigenti e allenatori che cambiavano, Andreazzoli è sempre rimasto. Come lui ovviamente Totti: “Certo, Francesco, ma non c’è solo lui. Abbiamo visto crescere tanti ragazzi, alcuni maturare e altri invecchiare. Quando vivi a contatto con loro per 12 anni ti rimane molto anche al di là dell’aspetto professionale. Ci sono moltissimi aneddoti che mi sono rimasti dentro”. Quella sua esperienza da primo allenatore si chiuse con il celebre derby perso in finale di Coppa Italia: “E’ una gara che abbiamo perso, un capitolo amaro che rimane ma è comunque una partita. Ho perso anche domenica scorsa a Parma e mi giravano le scatole allo stesso modo”.

“VOGLIO PIU’ CATTIVERIA” – L’anno scorso Andreazzoli fu scelto, un po’ a sorpresa, dall’Empoli e con i toscani fu subito grande feeling con il campionato di Serie B dominato a suon di gol. Quest’anno, con il cambio di categoria, le difficoltà sono comprensibilmente aumentate: “Le nostre partite sono di livello, ma non possiamo accontentarci. Abbiamo la percezione di fare un buon lavoro, ma in questo momento le cose non vanno come vorremmo e c’è amarezza. Servono punti e ci manca un po’ di cattiveria”. Il passato capirà.


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