ROMA – Che in un futuro per niente lontano negli aeroporti italiani i movimenti degli aerei a terra possano essere gestiti da Torri di controllo virtuali, è cosa annunciata e relativamente nota. Ma dove e come la ricerca tecnologica necessaria a raggiungere alti livelli di innovazione viene pensata, sviluppata, sperimentata e implementata, ecco, questo forse non si sa molto. L’invito giunto dall’ENAV – la società che gestisce il traffico aereo – era per visitare e conoscere un simulatore nella loro sede. E allora si è subito pensato di dover raccontare, sperando con qualche novità in più, uno di quei luoghi già più volte raccontati, dove si riproducono le stesse condizioni orografiche, meteorologiche e di lavoro, in questo caso, dei controllori di volo italiani. Lavoratori ai è assegnato il compito di gestire il traffico aereo civile nel nostro Paese, 24 ore su 24, per circa 2 milioni di voli ogni anno, dalle Torri di controllo di 45 aeroporti e dai 4 Centri di Controllo d’Area.

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Bene, il simulatore per addestrare quelli che per tanto tempo furono chiamati, con un’espressione fortunatamente ormai in disuso  “uomini radar”, era stato probabilmente l’amo per suscitare la curiosità necessaria. Un “trucco” che ha comunque funzionato, tanto è vero che lo siamo andati a vedere in azione. Ma l’appuntamento nella sede ENAV di Ciampino è servito però soprattutto per scoprire un altro aspetto, probabilmente poco conosciuto, delle attività di questo ex Ente (oggi società per azioni, a capitale pubblico) e cioè quello della continua ricerca tecnologica, dell’incessante test ai nuovi software che nel tempo si susseguono e che servono per migliorare il lavoro dei controllori, per la sicurezza dei voli, per ottimizzare i tempi di sosta degli aerei nelle piazzole degli aeroporti e, in definitiva, per far risparmiare denaro alle compagnie aeree, che poi alla fine sono i clienti di ENAV.

Dunque, un percorso intenso di ricerca, illustrato da Luigi Mazzucchelli, il responsabile della piattaforma tecnologica della società, parallelo a quello operativo e visibile del controllo d’area del traffico di sorvolo e di avvicinamento agli aeroporti e quello – non meno importante – “di torre”, cioè dei movimenti a terra degli aeromobili. Una corsa all’innovazione, in cerca di nuovi concetti nell’ambito di un programma ambizioso: quello comunitario del “Cielo unico europeo”.


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