ROMA – “Ho sentito dire (in quella occasione – ndr) che c’era questa promessa di 30 mila euro, però se fosse solo intenzione di Arata o che il senatore Siri ne fosse a conoscenza non so dire”. E’ quanto affermato da Manlio Nicastri, figlio di Vito, l’imprenditore ‘re’ dell’eolico, sentito oggi dal gip di Roma nel corso di un incidente probatorio. Nicastri ha risposto in relazione all’intercettazione ambientale del 10 settembre in cui l’imprenditore Paolo Arata afferma: “gli do 30 mila euro perché sia chiaro tra di noi, io ad Armando Siri, ve lo dico…”.

Vito e Manlio Nicastri hanno affrontato in tribunale a Roma l’incidente probatorio davanti al gip Emanuela Attura e al pm Mario Palazzi nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati per corruzione l’ex parlamentare di Forza Italia Paolo Arata, presente anche lui all’incidente probatorio, e il senatore leghista Armando Siri. I due Nicastri sono chiamati a confermare quanto a loro conoscenza in merito al presunto piano di Arata di corrompere l’ex sottosegretario della Lega con 30mila euro per ottenere in cambio emendamenti a favore delle sue aziende nel settore dell’eolico delle quali Nicastri sarebbe stato socio. Al centro, appunto, la frase intercettata sui 30 mila euro. 

in riproduzione….

All’incidente probatorio partecipano anche i difensori di Siri e Arata. Al termine, l’avvocato Fabio Pinelli, difensore di Armando Siri, senatore leghista ed ex sottosegretario alle Infrastrutture indagato per corruzione, ha così commentato a proposito dei 30mila euro promessi, o dati, dall’imprenditore nonché ex deputato di Forza Italia, Paolo Arata: “Noi siamo terzi rispetto alla vicenda, queste sono chiacchiere fatte da soggetti diversi rispetto ad Armando Siri. Durante l’incidente probatorio è emerso in modo inconfutabile non solo che non c’è stata dazione, ma neanche offerta”. “Faccio presente, in ogni modo – ha aggiunto il penalista – che l’eventuale offerta sarebbe stata respinta da Siri. Ma sia Vito Nicastri che suo figlio Manlio hanno detto al gip che nessuna offerta è stata fatta”.

 Anche la difesa di Arata, affidata all’avvocato Gaetano Scalise, ha insistito sul punto: “Manlio Nicastri ha escluso che il senatore Armando Siri fosse a conoscenza di una promessa o di una dazione di denaro, la frase detta da Paolo Arata è una frase affermativa e basta. Manlio Nicastri e anche il padre Vito hanno escluso che mai si sia parlato di una promessa. Loro hanno interpretato le parole di Arata come una sua intenzione ma nulla più. In realtà il mio assistito ne dà una interpretazione completamente diversa nel corso del suo interrogatorio che è stata secretato, ma le cose si chiariranno assolutamente più avanti”.

“Mi sembra di avere conosciuto Siri ad un pranzo a casa di Arata”. Lo ha detto Vito Nicastri durante l’incidente probatorio svoltosi oggi a Roma. Una circostanza, che non ha rilevanza penale e che sarebbe avvenuta prima che Siri fosse eletto in parlamento, smentita però dall’imprenditore che, presente in aula, ha chiesto di potere parlare sul punto spiegando che “quanto detto da Nicastri non corrisponde a verità. Posso portare mia moglie a testimoniare che la circostanza non è assolutamente vera”. In passato l’ex sottosegretario alle Infrastruttre aveva affermato di non avere mai conosciuto Nicastri. “Non so assolutamente chi sia questo imprenditore coinvolto”, aveva detto Siri nell’aprile scorso.

Le parole di Nicastri sono legate alla intercettazione ambientale del 10 settembre che il pm Mario Palazzi stava illustrando in aula. Nella conversazione captata, Paolo Arata, parlando con Manlio Nicastri alla presenza anche del figlio Francesco, riferendosi a Siri afferma: “Lui è amico del capo gabinetto… molto amico del capo gabinetto delle attività produttive… perché lui non è lì… E …(incomprensibile)… guarda Paolo… gli ho detto… Armando questo… l’ha conosciuto anche tuo papà è venuto a pranzo anche a casa mia…”. E Manlio Nicastri replica: “Sì… sì..lo so…”.

 


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

Caffeshop