NAIROBI – L’uso della scuola superiore in Eritrea per incanalare gli studenti in un servizio governativo a tempo indeterminato e la coscrizione degli insegnanti sottopongono studenti e docenti a lavoro forzato e abusi fisici, ha dichiarato Human Rights Watch in un rapporto pubblicato oggi. Il rapporto di 84 pagine, “‘They Are Making Us Into Slaves, Not Educating Us’: How Indefinite Conscription Restricts Young People’s Rights, Access to Education in Eritrea,” (“Ci Stanno Facendo Diventare Schiavi, Non Educandoci”: Come La Coscrizione A Tempo Indeterminato Limita I Diritti Dei Giovani, L’Accesso All’Istruzione”), documenta come ogni anno il governo eritreo avvii con la forza migliaia di giovani, alcuni ancora bambini, all’addestramento militare persino prima che abbiano completato gli studi. Invece di sviluppare un bacino di insegnanti di scuola superiore di carriera, dedicati e ben addestrati, il governo arruola gli insegnanti, anch’essi per un servizio indeterminato, lasciando loro nessuna scelta su se, cosa o dove insegnare. Queste politiche hanno un impatto devastante sull’istruzione e portano molti giovani a scappare dal Paese.

Un futuro cupo per l’istruzione. “Le scuole superiori dell’Eritrea sono al centro del suo sistema repressivo di controllo della popolazione,” ha detto Laetitia Bader, ricercatrice esperta sull’Africa a Human Rights Watch. “Ora che la pace con l’Etiopia è stata ristabilita, le riforme sui diritti umani, a cominciare dai diritti e dalla libertà dei giovani del Paese, devono seguire.” Il futuro dell’istruzione in Eritrea non è stato sempre così cupo. Il governo instaurato dopo l’indipendenza ha sostenuto l’istruzione gratuita per tutti, anche a livello di scuola superiore e post-secondaria. Ma la sanguinosa guerra di due anni sul confine con l’Etiopia, cominciata nel 1998, e lo stallo che ne è  seguto, hanno avuto un devastante impatto sul sistema di istruzione superiore. Il governo ha usato una situazione da “senza guerra, niente pace” per obbligare una percentuale significativa della popolazione adulta a un servizio a tempo indeterminato per il governo – sia in ruoli militari che civili.

L’intervista a 73 studenti. Human Rights Watch ha intervistato 73 studenti di scuola superiore e insegnanti che hanno frequentato o sono stati arruolati in scuole superiori in Eritrea tra il 2014 e la fine del 2018 e che adesso vivono in esilio in Sudan, Etiopia, Italia e Svizzera, nonché 18 esperti eritrei ed internazionali per esaminare la natura abusiva del servizio nazionale e il suo impatto sull’accesso all’istruzione superiore da parte dei giovani. Seppure il governo abbia avviato alcune riforme sull’istruzione, principalmente al livello elementare e della formazione professionale, ha tuttavia rifiutato di smantellare il sistema repressivo che indebolisce i diritti degli studenti e il loro accesso a un’istruzione di qualità, ha riscontrato Human Rights Watch. Ogni anno, il governo manda tutti gli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore all’isolato campo militare di Sawa.

Maltrattamenti e punizioni per i giovani. Funzionari militari controllano e gestiscono Sawa e sottopongono gli studenti a disciplina in stile militare, maltrattamenti, punizioni fisiche per infrazioni minime e lavoro forzato. Un giovane che è stato a Sawa nel 2015 ha riassunto così la sua esperienza: “Quando vai a Sawa, usi la loro testa, non la tua. Non potevo proprio vedere un futuro lì. Avevo perso ogni speranza.” Alcuni studenti di scuole superiori si fanno bocciare di proposito per rimanere nelle classi inferiori. Altri abbandonano gli studi, ma vivono nel timore di ronde da parte del governo in cui giovani senza una tessera da studente rischiano di essere mandati direttamente all’addestramento e al servizio militare.  

I bassissimi salari per gli insegnanti. Quando gli studenti si diplomano, vengono mandati direttamente o a servizio militare a tempo indeterminato o all’università, da dove poi vengono indirizzati a lavori governativi, tra cui posizioni di docenza nella scuola superiore dove possono rimanere indefinitamente. Seppure il governo abbia cominciato a pagare gli stipendi a tutti gli insegnati di servizio nazionale  dal 2015, i docenti hanno detto a Human Rights Watch che fanno fatica a soddisfare i loro bisogni finanziari di base, specialmente se hanno una famiglia.  “È un servizio illimitato,” ha detto un venticinquenne assegnato all’insegnamento a Sawa prima di fuggire nel 2018. “Se sei arruolato per l’insegnamento di fisica, rimarrai un insegnante di fisica per tutta la vita.”

La scarza qualità dell’insegnamento. In molti casi, la qualità dell’insegnamento nelle scuole superiori è scarsa per via di un corpo docente perlopiù assente e poco motivato, con molti insegnati che scappano all’estero, ha riscontrato Human Rights Watch. A volte gli studenti rimangono senza alcun insegnante per settimane. Per la maggior parte di studenti e insegnanti, una delle sole opzioni che in sostanza rimane per fuggire al sistema è scappare dal Paese. Studenti e insegnanti colti in fuga rischiano una lunga prigionia in condizioni tremende e, talvolta, abusi fisici tra cui torture. Studenti e insegnanti costituiscono una porzione significativa delle migliaia di eritrei che fuggono in esilio ogni anno. Secondo l’agenzia Onu per i rifugiati, molti di coloro che arrivano in Europa dall’Eritrea sono minori non accompagnati.

Urgenti pressioni internazionali. Il governo eritreo dovrebbe assicurare che le attuali riforme dell’istruzione includano misure concrete per lo smantellamento di questo sistema repressivo. Dovrebbe porre fine all’addestramento militare obbligatorio per gli studenti di scuola superiore e assicurare che nessuno sotto l’età di diciotto anni sia arruolato con la forza, e assicurare che le posizioni di docenza siano occupate da personale qualificato che abbia scelto di insegnare. I partner internazionali e regionali dell’Eritrea dovrebbero fare pressioni affinché il governo attui una riforma per i diritti umani, ha detto Human Rights Watch.

Per evitare ulteriori fughe. Dovrebbero cercare misure concrete per limitare la durata del servizio nazionale, permettere agli studenti di scuola superiore di scegliere dove completare gli studi, separare l’istruzione superiore dall’addestramento militare obbligatorio e creare un corpo di docenti preparati e dedicati che scelgano liberamente di insegnare. “Mettere fine a un servizio nazionale abusivo e indefinito, tenere a freno i funzionari militari responsabili di abusi, e permettere agli studenti di scegliere il loro futuro saranno elementi determinati per le prospettive dell’Eritrea” ha detto Bader. “Coloro che intravedono un futuro luminoso in Eritrea saranno meno inclini alla fuga.”


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