BOLOGNA – E’ stato lanciato con successo nello spaizo, e ha già raggiunto l’orbita terrestre, il satellite Eseo (European student Earth orbiter), idea dell’Agenzia spaziale europea concretizzata dagli studenti di dieci atenei europei: quello di Bologna, per l’Italia, assieme ai colleghi di University of Tartu (Estonia), Hungarian Academy of Science (Ungheria), Budapest University of Technology and Economics (Ungheria), University of Surrey (Regno Unito), Cranfield University (Regno Unito), Delft University of Technology (Paesi Bassi), Wroclaw University of Technology (Polonia), University of Vigo (Spagna), Munich University of Technology (Germania).

Il lancio è avvenuto ieri alle 19,32 (ora italiana) della Vandenberg Air Force Base in California (USA). Eseo era a bordo del vettore SpaceX Falcon 9 nell’ambito della missione SpaceFlight SSO-A SmallSat Express. Dal centro di Controllo missione Eseo ospitato dal Campus universitario di Forlì (città che ospita il corso di Ingegneria aerospaziale) studenti, ricercatori, docenti e personale ESA coinvolti nel progetto hanno seguito in diretta la fase di lancio e festeggiato la messa in orbita del satellite.

Eseo è in orbita: satellite ideato dagli studenti di dieci università europee

Copryright Esa

La missione di Eseo. Eseo (33 cm di base per 66 di altezza, per una massa di 50 kg) custodisce al suo interno gli strumenti progettati dai diversi team di studenti coinvolti: tecnologie che, spiega l’ateneo bolognese, permetteranno di scattare foto della Terra, misurare i livelli di radiazioni, testare tecnologie piccole ed economiche pensate per future missioni spaziali e dialogare con le stazioni terrestri che seguono il satellite. Gli studenti hanno inoltre predisposto la possibilità di avviare una connessione radio satellitare amatoriale. Sarà attivo in orbita per sei mesi, al termine dei quali la sua missione potrà essere rinnovata per un anno. Poi, a missione compiuta, grazie a una speciale vela aumenterà la sua velocità di rientro dissolvendosi a contatto con l’atmosfera.

Il contributo di Forlì. Il team di studenti dell’ateneo di Bologna, coordinato dal professor Paolo Tortora, ha contribuito al progetto ideando e realizzando il sistema di determinazione dell’orbita del satellite mediante segnali provenienti dalla costellazione GPS. Dal centro di controllo di Forlì sarà possibile monitorare in modo costante ESEO, dialogando con il satellite, inviando e ricevendo dati e informazioni. Altri due centri di controllo sono pronti per dare supporto alle operazioni della missione a Vigo (Spagna) e a Monaco (Germania).


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml