“SI’, abbiamo incaricato Definers Public Affairs di indagare su Soros. Ma no, non abbiamo chiesto loro di contribuire a creare fake news”. Così Facebook ammette di aver assoldato la società di ricerca e consulenza per ”scavare” sul guru della finanza George Soros, colpevole di avere attaccato il social network durante un discorso a Davos.

“Nel 2018, l’investitore e filantropo George Soros ci ha definiti una minaccia per la società. Non avevamo mai sentito prima da lui simili critiche e volevamo capire se aveva motivazioni finanziarie. Definers ha indagato su questo usando informazioni pubbliche”, scrive Facebook in un comunicato pubblicato sul suo blog firmato dal capo della Comunicazione&Policy Elliot Schrage.

A rivelare l’attività commissionata da Facebook alla società di analisi “di orientamento repubblicano” è stato il New York Times, svelando le operazioni messe in atto per screditare gli attivisti critici, ricollegandoli a Soros. Dalle indagini della Definers, indica il social media, è emerso che Soros finanziava alcune coalizioni di attivisti critici nei confronti di Facebook. “Hanno preparato dei documenti e li hanno distribuiti alla stampa per mostrare che non si trattava di un movimento di protesta spontaneo”, si insiste nella nota.

Dopo le rivelazioni del Nyt, sia l’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, e sia la direttrice finanziaria, Sheryl Sandberg, avevano preso le distanze dalla Definers dicendo di non saperne nulla. La Definers ha fatto circolare anche documenti che dipingevano Soros come il fondatore del movimento “Libertà da Fecebook”.


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Mario Calabresi
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