SEDETEVI davanti al pc, rilassatevi e lasciatevi fare un ritratto. Non sarà neanche necessario mettersi in posa, perché vi basterà scegliere un vostro selfie e caricarlo su AI Portraits Ars, il nuovo progetto artistico del designer italiano Mauro Martino, direttore del Visual Artificial Intelligence Lab di Ibm research e docente della Northeastern University di Boston. Non è un’app di fotoritocco né un algoritmo che manipola l’immagine: il risultato che si ottiene è sempre nuovo e originale, non solo nei colori ma anche nelle forme e nelle linee del volto che vengono ridisegnate dal sistema, proprio come se davanti a noi ci fosse un pittore.

Le reti neurali

AI Portraits Ars è stato creato utilizzando i Gan model, una tipologia di modelli generativi oggi molto diffusi nell’ambito dell’Intelligenza artificiale. Sono basati su reti neurali addestrate a generare nuovi contenuti. “Dopo aver visto per milioni di volte una collezione di circa 45mila dipinti accuratamente selezionati, il modello genera uno spazio Z, chiamato spazio latente, che contiene in sé la descrizione di tutti i possibili ritratti che i grandi maestri avrebbero potuto dipingere. AI Portraits Ars spinge ad esplorare lo spazio Z e il volto diventa il modo per pilotare questa navigazione”, spiega Martino, che è nato a Cosenza 41 anni fa e si è laureato al Politecnico di Milano.

Il sistema sceglie da sé anche lo stile, che varierà dal Rinascimento fino all’arte contemporanea: in base ad alcuni dettagli del volto o allo sfondo potrebbe ‘ispirarsi’ a Rembrandt, ad esempio, o a Warhol.

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Rispetto al “Ritratto di Edmond Belamy”, primo quadro dipinto da un algoritmo e venduto all’asta, le immagini generate da AI Portraits Ars sono ad alta risoluzione (fino a 8K), con dettagli ben definiti: si arriva a osservare le pennellate sul quadro fino al riflesso della luce sugli occhi. E rispetto ad altri sistemi, AI Portraits Ars è anche interattivo, perché consente a chiunque, in pochi secondi, di generare ritratti.
Per Martino non è il primo progetto di questo tipo, perché meno di un anno fa aveva lanciato AI Portraits Celebrity, un algoritmo che generava ritratti da star. Un sistema usato finora in media da 200 persone al giorno e che ha realizzato 200mila immagini uniche.

Ma è ‘vera’ creatività?

Su un punto il designer italiano non ha comunque dubbi. “Non c’è creatività nei modelli di intelligenza artificiale, non c’è una visione del mondo, un’etica, un’intenzionalità nell’eseguire i dipinti. La creatività – dice – è nel modo in cui addestriamo questi modelli di machine learning. Sta nel gusto estetico di chi ha selezionato cosa far vedere all’intelligenza artificiale. AI Portraits Ars, invece, è di per sé un progetto creativo e artistico, ideato per spingere le persone a riflettere sui macro bias che provengono dalla storia della ritrattistica e su come possano essere gestiti dall’intelligenza artificiale. Una riflessione sul futuro che ci attende, dove modelli intelligenti prenderanno decisioni per noi molto più importanti di un semplice ritratto”.

Un esempio ci arriva dal sorriso e dalla sorte cha ha avuto nella storia della ritrattistica: è molto raro trovare dipinto un viso nell’atto di sorridere o di ridere. “Rischiava di alterare i tratti del modello ed era associato a un aspetto più comico dell’arte pittorica – spiegano gli autori del progetto – Provate a inviare al nostro sistema un primo piano di voi che sorridete: vedrete che anche l’intelligenza artificiale si rivelerà incapace di dipingere sorrisi, insegnandoci così qualcosa sulla storia dell’arte”.

Il gruppo di ricerca

Insieme a Mauro Martino hanno collaborato al progetto Luca Stornaiuolo (Politecnico di Milano), Emanuele Del Sozzo (Mit-Ibm Watson Ai Lab), Owen Cornec (Mit-Ibm Watson Ai Lab), Liza Gazeeva.

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