NELLA provetta di Fionn Ferreira l’acqua torbida torna limpida in una manciata di secondi, libera dalle microplastiche. Non è una magia né uno degli ormai classici challenge, le gare su YouTube, ma un processo chimico che lo studente irlandese di 18 anni ha individuato come soluzione all’inquinamento del pianeta. Il metodo gli è valso un premio di 50 mila dollari (circa 45 mila euro) che Google assegna ogni anno ai giovani tra i 13 e i 18 anni per la loro ricerca scientifica.

Fionn, che nella selezione di Mountain View ha superato altri 23 finalisti aggiudicandosi la borsa di studio, spiega tutto in un video: lo si vede camminare sulla ventosa costa irlandese, affacciato sull’Atlantico che infuria più o meno a un passo da casa sua, a Ballydehobm, nella contea di Cork. Con calma Fionn spiega quanto sia allarmato per l’emergenza ambientale che lo ha spinto a rimboccarsi le maniche. Subito dopo è seduto nel suo laboratorio, una sottotetto con computer e alambicchi, dove racconta l’esperimento dalla A alla Z, con tanto di numeri, formule e spettrometro che lo scienziato in erba si è costruito con le sue mani.

Una letta agli studi di scienziati esperti e Fionn ha messo in pratica le sue conoscenze chimiche vedendo come il ferrofluido poteva tornare utile per estrarre le minuscole paticelle di plastica (inferiori ai 5 millimetri) dall’acqua. Il liquido magnetico non tossico costituito da olio e magnetite (polvere di ossido di ferro) nell’acqua è in grado di attrarre le microplastiche a causa delle proprietà non polari di entrambi.

“Ho studiato questo metodo di estrazione su dieci diversi tipi di microplastiche.”, spiega Fionn nel suo report – “La concentrazione di materie plastiche prima e dopo è stata misurata con uno spettrometro di mia realizzazione e un microscopio. I risultati hanno supportato la mia ipotesi di un’estrazione pari all’85%”.

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Le microplastiche derivate da saponi, detersivi, cosmetici e abiti sintetici sono uno dei peggiori spettri dell’inquinamento causato dagli oltre 8 milioni di tonnellate di plastica che ogni anno finiscono negli oceani. Così viaggiando nei mari, nell’aria e fino ai ghiacciai, sono arrivate a minare l’intera catena alimentare causando la morte di diverse specie marine, dalle tartarughe ai cetacei, comprese le creature che popolano gli abissi. Raggiungendo anche nostra tavola, con conseguenze ancora tutte da indagare per la nostra salute, ma che certo non fanno ben sperare visto. Secondo gli esperti, arriviamo a ingerirne fino a 5 grammi a settimana, un quantitativo pari al peso di una carta di credito.

Fionn Ferreira, il 18 enne che combatte le microplastiche

L’esperimento condotto da Ferreira dimostra che il metodo di estrazione è risultato efficace sulle microplastiche provenienti da fibre rimosse da una lavatrice, meno sui micro scarti in polipropilene. Un piccolo passo, dunque, ma che potrebbe essere decisivo per gli studiosi ancora a caccia di un metodo di filtraggio efficace per ripulire le acque inquinate. “Non vedo l’ora di applicare le mie scoperte e contribuire alla lotta contro le microplastiche negli oceani”, ha dichiarato il Fionn all’Irish Times che riporta il suo curriculum vitae: tre lingue, un impiego al Planetario di Schull, 12 premi scientifici conquistati fin da quando era giovanissimo e diverse partecipazioni al noto concorso internazionale per piccoli scienziati, il BT Young Scientists Awards. Oltre alla passione per la tromba che suona in un orchestra e a un pianeta che porta il suo nome, omaggio del MIT Lincoln Laboratory.

Niente male per un 18enne premiato, come hanno fatto notare alcuni, nello stesso fine settimana che ha visto sfidarsi orde di coetanei ai Mondiali di Fortnite, a New York. Lì il vincitore si è aggiudicato ben 3 milioni di dollari per restare l’unico essere vivente su un’isola dopo avere eliminato l’umanità, anche se solo per gioco. Mentre Fionn metteva in tasca un bottino sicuramente più esiguo, ma che potrebbe essere un investimento per la sopravvivenza dell’intero pianeta. Nel mondo reale.


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