NEW JERSEY (USA) – Si chiude con una sconfitta la tournée americana della Fiorentina. Nell’ultima sfida dell’International Champions Cup la squadra viola è stata battuta dal Benfica per 2-1 con una rete al 93′ di Caio. In precedenza Vlahovic, ottima la sua prestazione, aveva risposto al vantaggio iniziale portoghese dell’ex Seferovic. In campo nella ripresa anche Chiesa, autore nel complesso di una prova incolore. La truppa viola lascerà gli Stati Uniti già in giornata e, dopo uno scalo a Francoforte, è previsto l’arrivo in serata a Firenze. I giocatori usufruiranno di alcuni giorni liberi e riprenderanno la preparazione lunedì prossimo, quando la Fiorentina è attesa a Montecatini Terme per un breve ritiro che culminerà il 3 agosto con un’amichevole a Livorno contro la squadra labronica.

Sensazioni positive per Montella

Apparentemente soddisfatto Vincenzo Montella. “In generale ho trovato tantissimi spunti positivi. Era importante farsi conoscere, conoscere i giocatori, valutarli, e devo dire che tanti di loro sono migliori di quello che pensavamo, quindi abbiamo avuto risposte importanti. Alla vigilia tutti eravamo preoccupatissimi di queste tre partite (vittoria contro il Chivas, poi i ko con Arsenal e Benfica) e invece in tutte e tre non abbiamo oggettivamente demeritato – è l’analisi del tecnico della Fiorentina -. Contro il Benfica il risultato ci danneggia, però, loro hanno giocatori forti che secondo me sono anche più avanti a livello fisico rispetto a quelli di Chivas e Arsenal. Devo fare i complimenti ai ragazzi per il comportamento durante tutta la tournée, per le prestazioni a livello tecnico, per la disponibilità e per le risposte che abbiamo avuto”.

Bene l’impatto dei giovani

Col Benfica hanno fatto il loro esordio stagionale Milenkovic e Chiesa, che si sono uniti più tardi al gruppo. Il primo “è partito titolare perché è più avanti nella preparazione rispetto a Chiesa e mi aspettavo una partita intensa così come è stata”. Risposte positive anche dai più giovani. “Vlahovic sta crescendo molto e in queste partite ha fatto molto bene, mi ha sorpreso molto Ranieri, ha tenuto il due contro due molto bene, anche Sottil ha delle fiammate, deve crescere durante la partita, ma su tutti questi giocatori ci si può e ci si deve lavorare”. E sul futuro di Chiesa: “Ci parlo molto così come faccio con quelli che hanno qualche difficoltà in generale. Penso di avere un buon rapporto con lui, credo che si stia indirizzando verso un certo cammino. Ma faccio l’allenatore, sulle problematiche fra calciatori e società non posso interferire, posso intervenire nel rapporto fra giocatori e gruppo e fra i giocatori e il sottoscritto, e da questo punto di vista a Federico non si può dire nulla”.

Pradè e il mercato viola

E sul mercato è intervenuto anche Daniele Pradè, ds viola: “Chiesa è un giocatore che la società vuole tenere. Federico è un ragazzo perbene, serio, capisco quello che passa per la sua testa ma deve capire anche quelle che sono le esigenze di una società, di una proprietà che è appena arrivata, che vuole fare bene e che vuole partire da situazioni certe. Stiamo ricostruendo – ricorda Pradè – partiamo da delle basi solide e con almeno cinque giocatori giovani come Ranieri, Vlahovic, Castrovilli, Venuti e Sottil. Quello che passa per la nostra testa è andare a ricostruire una squadra che abbia una forte identità, che sia costruita da giovani ma anche da uomini. Borja Valero? Sarebbe un profilo ideale ma questo non vuol dire che siamo su di lui”. Porte chiuse invece per Balotelli e Rafinha. “Balotelli è un calciatore fortissimo, un bravissimo ragazzo, ma non rientra in quello che vogliamo fare noi e neanche Rafinha. Sono giocatori forti ma con il mister abbiamo in testa altre idee”.

Commisso: “Servono più tifosi negli States”

In tribuna, come sempre, c’era il numero uno viola, Rocco Commisso. “A inizio partita la squadra ha fatto un po’ di errori, ma poi ha cominciato a giocare bene, in maniera forte, dura, come la voglio vedere io e non ha lasciato campo alla squadra avversaria. Ma il Benfica inizia il campionato prima di noi”. Esordio stagionale per Chiesa, autore di una prova opaca, “ma quando uno non gioca per tre-quattro settimane non può giocare come quelli che giocano ogni giorno”. Commisso si è detto felice anche del calore dei tifosi americani attorno alla squadra. “Ma dobbiamo migliorare il brand, abbiamo bisogno di più tifosi viola a New York e in America perché è importante per me, per la squadra e per il sui successo”.

 


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