FIRENZE – Guarda chi si rivede. Sarà una gara molto particolare quella tra Genoa e Fiorentina soprattutto per uno dei due allenatori che guideranno le rispettive formazioni sul campo di Marassi. Cesare Prandelli, infatti, ritrova per la prima volta da avversario quella squadra che ha guidato e condotto ai vertici dei campionati qualche anno fa, compresa l’esperienza in Champions che a Firenze non dimenticano. Un rapporto bello, vero, mai fino in fondo spezzato. Tanto che Prandelli, prima di rispondere alla chiamata del Genoa, veniva a Firenze a vedere le gare dei viola col suo abbonamento in tribuna. Domani non conterà molto tutto questo: il Genoa vuole punti per rasserenare la propria classifica, i viola invece vogliono riscattare la sconfitta interna col Parma e dare una scossa al proprio campionato prima della sosta invernale. Pioli dovrà fare a meno di Hugo e Gerson entrambi squalificati. 
 
Cosa ne pensa dei cori razzisti in Inter-Napoli?
“Chi li commette non è un tifoso, non ne possiamo più. Non è ammissibile, ci sono le istituzioni che devono mettere delle regole e noi seguirle. Se si vogliono cambiare le cose, bisogna agire: non dobbiamo essere passivi. Allo stadio devono entrare solo tifosi del calcio e dello sport”. 
Qual è il limite della sua Fiorentina? 
“Sono convinto che il limite sia quello di non aver portato a casa dei risultati che meritavamo. Non dovrà essere un campionato di rimpianti: adesso ne abbiamo, non meritiamo questa classifica. Ci spettano almeno tre punti in più: se poi però non concretizziamo col Parma come a Frosinone, vuol dire che dobbiamo crescere. Mancanza di concretezza, di qualità, la giovane età: ci sono più fattori che hanno inciso. Siamo delusi per non aver vinto col Parma, abbiamo perso una bella occasione ma adesso ne abbiamo un’altra. Vogliamo migliorare la nostra classifica”. 
L’ultima gara del 2018: cosa si porta via di questo anno?
“E’ stato un anno importante. Purtroppo molto importate per quello che ci è capitato con la tragedia di Davide che però ci ha resi migliori. Vedere Milenkovic al Mondiale, Biraghi in nazionale così come Simeone con l’Argentina, Pezzella. Poi Veretout: questo mi rende felice. E’ stata un’annata difficile e impegnativa ma positiva: ci ho messo tanta passione e tanto impegno e ho trovato una squadra molto disponibile. E’ un piacere lavorare con loro: per il 2019 voglio vincere di più per far felici i nostri giocatori e tutti coloro che ci seguono”. 
Prandelli per la prima volta affronta la Fiorentina…
“E’ una persona che stimo molto, abbiamo giocato anche insieme. Mi è dispiaciuto che in questo anno che era a Firenze e allo stadio, non ci siamo incontrati. Per lui sarà una gara particolare, ha fatto benissimo a Firenze: mi auguro che si possa in futuro replicare il ciclo che lui ha fatto qui. Lottare per posizioni più alte possibili”.
Che Genoa è quello di Prandelli?
“Ha migliorato i numeri in fase offensiva, è una squadra più pericolosa con più presenza nell’area avversaria. Dovremo stare attenti ai due attaccanti ma anche gli inserimenti”. 
La sconfitta col Parma vi ha un po’ bloccati per l’Europa?
“La mia squadra ha sempre reagito con carattere dopo una brutta sconfitta, è una delle qualità del mio gruppo. Ricordo bene la gara dell’anno scorso, sarà molto difficile. Giocare a Marassi è sempre particolare, ci mettono aggressività e intensità con una coppia offensiva importante. Spero ci sia un campo in buone condizioni però dovremo essere bravi anche ad adattarci”. 
Come stanno Mirallas e Milenkovic?
“Si sono allenati e dovrebbero essere a disposizione”. 
Quale errore commesso col Parma non dovrete ripetere?
“Due errori: è quasi impossibile non fare gol dopo 30 tiri in porta e poi non dovevamo prendere gol in quella situazione lì. Dobbiamo metterci più attenzione e concentrazione, poi il resto della prestazione col Parma andava bene. Vogliamo fare la partita, soffrendo e lottando, fino all’ultimo minuto”.
E’ un problema il fatto di non segnare? 
“I nostri giocatori offensivi hanno qualità per essere più concreti, ci aspettiamo di più anche dai centrocampisti. Tutti devono essere più precisi e determinati: proporre mole di gioco importante e non concretizzare non porta a nulla”. 
La sua squadra è stanca dopo questo mese intenso?
“I nostri dati fisici nelle ultime due partite sono stati i migliori, non ho visto una squadra stanca e anche chi farà tre partite consecutive sta bene. Ho avuto buone sensazioni dagli allenamenti e non credo ci sia il rischio di qualche giocatore con la valigia in mano. Siamo dietro di un punto rispetto anno scorso, dopo Genova faremo un primo bilancio. Penseremo alle vacanze da domenica”.
Un aggettivo su Piatek?
“Un cecchino incredibile, dovremo avere grande attenzione”. 
Sottil, Vlahovic e Montiel: a che punto sono della loro maturità?
“La loro crescita è evidente. Da parte mia dovrà esserci intelligenza per metterli nel momento giusto per dare mano alla squadra. Con l’Empoli Sottil era l’alternativa a Chiesa. Dipende dalla strategia della squadra. Montiel sta crescendo ma è ancora un po’ indietro rispetto ai compagni, è normale. Deve crescere dal punto di vista del contatto e della fisicità, ha talento. Capisco la curiosità e la volontà di far giocare i giovani: occorre il tempo giusto per farli giocare”.

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Mario Calabresi
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