FIRENZE – Tre anni dopo Daniele Pradè torna nelle vesti di direttore sportivo della Fiorentina. Un nuovo percorso, soprattutto una nuova proprietà. Tanti i casi da risolvere: 60 giocatori su 75, dice Pradè, non sono funzionali al progetto. Poi i nodi di Federico Chiesa e Jordan Veretout e l’obiettivo di creare una squadra competitiva su indicazione di Rocco Commisso e Joe Barone, braccio destro del nuovo proprietario italoamericano sempre al fianco di Pradè. Queste le parole del direttore sportivo, emozionato dal suo ritorno a Firenze, dove ritrova anche il tecnico Vincenzo Montella.

“Inizio con un grazie, fatto col cuore – dice il ds viola – grazie a Barone e a Rocco Commisso che mi ha trasmesso entusiasmo. Mi ha detto che va velocissimo, molto più di me anche se è più anziano di me. Voglio iniziare un percorso lungo con questa proprietà. Ringrazio questa città da parte della mia famiglia, felicissima di tornare qui. Ho sentito Diego e Andrea Della Valle, coi quali ho un ottimo rapporto: il giorno che è scomparso mio padre, Andrea è venuto a trovarmi a casa ed è un amico. Le parole che mi hanno detto mi hanno dato entusiasmo. ‘Abbiamo scelto le persone giuste per Firenze’, mi hanno confidato. Qui hanno lasciato il cuore e credono che Commisso sia il presidente giusto. Tengo a dire una promessa: quando sono andato via dalla Fiorentina, non mi aspettavo quella decisione. Stavo facendo una trattativa, ero in contatto con Sousa e l’ex presidente di quei tempi (Cognigni, ndr). Mi sono ritrovato senza più la direzione sportiva e il primo a chiamarmi fu Davide Astori: mi ha detto che non ci sarebbe mai stato un grazie così grande. Gli ho promesso che un giorno saremmo tornati insieme. Questo è il giorno”.

E’ già stato fatto un piano per il budget mercato? Il fair play finanziario?
“Commisso e Barone hanno subito organizzato un incontro per capire come funzioni realmente il FPP. Adesso è restrittivo ma è molto complesso come argomento. Abbiamo già fatto un piano, ho un tetto salariale più alto rispetto agli anni precedenti. Ci troviamo in una situazione di grande difficoltà: abbiamo 75 contratti in essere, di cui circa 60 non funzionali al nostro progetto. Partiamo da una situazione dove dobbiamo snellire tutto questo, il tetto salariale è alto per questo motivo. L’entusiasmo è il cambiamento, dare alla gente una identità. Non serve a niente comprare Higuain, serve altro. La gente non vuole nomi ma che ci mettiamo la faccia”.
E’ possibile arrivare a De Paul?
“Ha un prezzo molto alto, mi piace tantissimo ma non credo sia possibile arrivare a lui”.
Chiesa e Veretout: quali sono gli ultimi sviluppi?
“Veretout ha chiesto di essere ceduto, vuole aumentare il suo livello di competitività e lo ritengo anche giusto perché adesso non possiamo esserlo. Ci sono più squadre che stanno parlando con noi ma nessuna, al momento, ci ha fatto una offerta vera. Ho parlato col giocatore, si allenerà con noi e speriamo di trovare presto una soluzione. Non vogliamo contropartite tecniche. Su Chiesa la risposta la può dare soltanto il presidente Commisso. Io posso parlare con lui quando tornerà dalle vacanze, spiegando i progetti e le nostre ambizioni: poi capiremo quel che vuole fare e se ha recepito il nostro discorso. Aspettiamo che torni dalle vacanze e parleremo con lui e con Enrico, suo padre”.
Altri hanno chiesto la cessione, oltre a Veretout?
“No, nessuno”.
Puntate a una squadra divertente o anche vincente?
“Keep calm. Chiedo di muoverci con pazienza e l’ho detto anche alla proprietà. Chiedo pazienza anche alla tifoseria. La situazione è diversa rispetto al 2012, ci sono alcuni casi non facili da risolvere. Non possiamo avere 100 calciatori in rosa e tetto salariale fuori dal FFP. Sarà squadra che vuole fare al meglio ma non posso garantirti un risultato sportivo immediato. L’Atalanta nel tempo è diventata un esempio, anche la Lazio, Inter e Milan stanno lavorando bene, la Juventus è inarrivabile. Servono calma e intelligenza, voglio costruire una squadra che sia competitiva con tutte già da questa stagione”.
Come ha deciso di impostare tecnicamente la squadra con Montella?
“Ripartiamo dal modulo di base, propositivo: un 4-3-3 che può anche cambiare con una certezza, però, un play e uno dei due difensori centrali che giocano a calcio. Pavoletti? E’ incedibile. Dragowski titolare? Si, se lui deciderà di rimanere qui. Abbiamo deciso noi di far giocare Lafont al Nantes perché è un potenziale campione”.
Inglese può rappresentare l’attaccante vero? Bennacer?
“Inglese ci piace ma non è sostenibile a quei costi. Bennacer mi piace da tempo ma sta giocando la coppa d’Africa, sta facendo bene e vorrebbe giocare una competizione europea”.
Simeone è tra i 60 che volete piazzare?
“E’ uno dei non 60, è forte e vogliamo rilanciarlo. Poi dipende anche dalla loro testa. Cutrone costa 25 milioni di euro, è forte: ma Simeone, per noi, non è da meno e dunque andiamo avanti coi nostri. Quando le punte falliscono una stagione, poi sono costrette a mangiare l’erba”.
Quale sarà il gruppo di lavoro con lei?
“Con Barone e Antognoni stiamo organizzando un gruppo di 4-5 persone che ci accompagnano nel percorso. Scelta, scouting, quotidianità e dialogo coi calciatori che sono di nostra proprietà ma in prestito. Vogliamo essere una società di altissimo livello, come l’Udinese nell’ultimo anno. E’ all’avanguardia”.
Daniele De Rossi: cosa è accaduto?
“Quattro amici al bar. Quando giochi a calcio, fai una battuta, la metti lì. Il rapporto tra Daniele, me e Montella è forte e ci diciamo tutto. Poteva essere meraviglioso ma non è accaduto niente perché non c’è stata mai una proposta di contratto”.
Come ha ritrovato Vincenzo Montella?
“Ho trovato Vincenzo super carico e super motivato, maturato come uomo. Lo conosco troppo bene. Se Vincenzo fallisce qui, quest’anno, sarà un fallimento totale. Per questo il suo impegno sarà totale: per lui, per la Fiorentina, per la sua carriera”.
Le piacerebbe avere giocatori di esperienza per lo spogliatoio?
“Si, mi piacerebbe riprendere uno alla Lupatelli. Vorrei ripartire da giocatori come questi. Viviano? Gli voglio un bene dell’anima ma se tengo Dragowski tutto questo non sarebbe possibile, troppa pressione per il polacco. Pensa se Viviano stesse in panchina contro la Juventus: impazzirebbe”.
Badelj, Borja Valero, Biglia?
“Quello che ha dato Borja alla Fiorentina è tanta roba. Però ha uno stipendio non in linea coi nostri canoni. Biglia e Badelj sono due giocatori forti, con situazioni differenti. E il secondo andrebbe ricomprato dopo averlo perso a parametro zero”.
Crede che con questa proprietà ci siano i margini per fare operazioni più grandi rispetto a Gomez e Cuadrado dei suoi tempi?
“Cuadrado lo abbiamo pagato 1 milione di prestito, 5 milioni per la metà. Gomez una operazione che mi sento addosso, perché purtroppo non è andata ma ha accesso un entusiasmo incredibile. Non mi interessano i nomi ma costruire qualcosa che possa rimanere. Sono sempre stato indipendente nel mio lavoro, poi ci deve essere condivisione”.
Quale sarà il futuro di Benassi?
“Ci piace, è forte e importante. Non ho mai parlato col Genoa e deve giocare con la nazionale”.
Tanti giovani di ritorno: che ne pensate?
“Ci piace vederli, respirarli, capire chi sarà pronto. Sono veramente forti”.
Lirola piace?
“C’è stata fatta una richiesta enorme, non possiamo andarci”.
Cambierete strategia con la Primavera e gli stranieri?
“Si, vogliamo mettere dentro tanti italiani, abbassare i costi per il settore giovanile. Siamo la società che spende di più insieme alla Juventus. Cambieremo filosofia: puntiamo sui toscani, sugli italiani. Vogliamo trasmettere il made in Italy nel settore giovanile e poi voglio parlarne in Lega. Vorremo migliorare le strutture e abbiamo un ottimo rapporto col Comune. Non mi sono state richieste plusvalenze. Anzi, durante la riunione che abbiamo fatto con Barone e tutti i reparti, ci hanno fatto le proiezioni sulle programmazioni. Alla fine, su 60 calciatori non funzionali al progetto, mi è stato detto come potermi comportare. Rischierei una minus valenza ma questo non è importante per il club, non interessa alla proprietà”.
 


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