Con le magliette bianche e le foto dei familiari addosso. Il sorriso di Ilaria, gli occhi scuri di Imam (Ataf, 4 anni), i capelli bianchi di Mario (Pucci, 90 anni), quelli biondi di Luca (Piagentini, 4 anni) o la pelle abbronzata di Stefania (Maccioni, 39 anni) e via via tutti gli altri sono arrivati qui, al tribunale di Firenze, ad aspettare il verdetto d’appello. Sono i familiari delle 32 vittime della strage di Viareggio, avvenuta il 29 giugno 2009 quando  il treno merci Trecate-Gricignano costituito da 14 carri cisterna contenenti Gpl deragliò alla stazione di Viareggio. La fuoriuscita di combustibile provocò una serie di esplosioni. Riuniti nell’associazione ‘Il mondo che vorrei’, in molti sono arrivati a Firenze in pullman.

Chi ha sbagliato, chi sono i responsabili di quelle 32 vite interrotte. A dieci anni da quella tragica notte oggi è attesa la sentenza del processo di Appello. Quella notte morirono abitanti della zona di via Ponchielli e passanti investiti dall’esplosione e dalle fiamme. La procura generale ha chiesto condanne per 17 imputati, accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio e lesioni plurime colpose, incendio. Nove sono amministratori e dirigenti di società tedesche ed austriaca che che facevano manutenzione dei carri merci in appalto (tra loro anche l’operaio dell’Officina Jugenthal di Hannover addetto alle verifiche dei materiali in revisione) e per loro sono state chieste condanne da 7 anni e 6 mesi a 8 anni e 10 mesi: sostanzialmente in linea con le richieste e le condanne del primo grado.

Tra gli altri otto imputati, italiani, per cui sono state fatte le richieste di condanna, c’è l’ex ad di Rfi Mauro Moretti per cui sono stati chiesti 15 anni e 6 mesi, pena doppia rispetto alla condanna del primo grado (7 anni) perché tiene conto anche del suo allora ruolo anche di ad di Fs: in quest’ultima veste fu assolto dal tribunale di Lucca. Inoltre la procura generale ha chiesto condanne per Michele Mario Elia, ex ad di Rfi, a 14 anni e 6 mesi (condanna era a 7 anni e 6 mesi), e Vincenzo Soprano (ex ad Trenitalia) a 7 anni e 6 mesi.

Richiesti 12 anni e 6 mesi  per Giulio Margarita, attuale dirigente dell’Agenzia Ansf, all’epoca manager della direzione tecnica di Rfi (in primo grado ebbe 6 anni e 6 mesi). Chieste poi condanne a ingenti sanzioni pecuniarie anche per cinque società: Gatx Germania, Gatx Austria, Jugenthal Waggon, Rfi e Trenitalia.

 


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