FLICKR mette pesantemente a dieta gli account gratuiti. A breve, infatti, sulla piattaforma di condivisione videofotografica chi non paga non potrà lasciare in memoria più di mille foto. Un passo indietro clamoroso rispetto all’attuale terabyte di stoccaggio a disposizione degli utenti, eredità della gestione Marissa Mayer e risalente addirittura al 2013. Si tratta di una mossa d’altronde attesa dopo l’acquisizione della piattaforma da parte di SmugMug avvenuta lo scorso aprile. L’ex fiore all’occhiello di Yahoo cambia dunque definitivamente natura, com’è spesso successo a vecchie piattaforme del web passate di mano in mano.
 
“Se hai un account gratuito con più di 1.000 foto o video – si legge sul blog ufficiale a firma del vicepresidente Andrew Stadlen – avrai tempo per passare alla versione Pro (con uno sconto di 30% nel primo anno) o scaricare le foto e i video”. Della serie: o paghi o fai fuori i contenuti che superano la (bassa) soglia gratuita. La scadenza è fissata a martedì 9 gennaio 2019: dopo quel giorno non si potranno caricare altre immagini o video. E, un mese più tardi, dal 5 febbraio, inizierà la tagliola per i ritardatari: i contenuti saranno automaticamente eliminati procedendo dai più vecchi fino ai più recenti.
 
Ma quanto costa l’account Pro? 49,99 dollari all’anno. Concede agli amanti della fotografia spazio di archiviazione illimitato, navigazione senza pubblicità, statistiche più dettagliate e altri servizi come backup con Auto-Uploadr per desktop e sconti da Adobe, Blurb, SmugMug e Priime. Non solo: ci saranno strumenti per promuovere la propria attività, i prodotti, i corsi e così via, anche con link esterni alla piattaforma. Disponibile anche un piano mensile da 5,99 dollari al mese con funzionalità però ridotte.
 
“Abbiamo analizzato i dati dei nostri membri e scoperto una chiara demarcazione fra account gratuiti e professionali: la stragrande maggioranza dei professionali ha più di mille foto su Flickr e oltre il 97% degli utenti free ha caricato meno di mille immagini” ha aggiunto Stadlen.

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Mario Calabresi
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