“Per mio figlio la mensa non ci sarà. Anzi il pasto per lui arriverà, ma non ci sarà nessuno che lo aiuterà a mangiare”. C’è grande l’amarezza nel post pubblicato sul proprio profilo facebook dalla mamma del  bimbo di 11 anni che frequenta la quinta elementare di un istituto comprensivo di Foggia. Il piccolo alunno è affetto da una malattia che gli impedisce qualunque movimento fluido e quindi anche quello di poter mangiare da solo. Ha bisogno del sostegno di un adulto che lo aiuti, che gli sia accanto.

Di fatto, però da lunedì 15 ottobre per tutti gli alunni dell’istituto foggiano la mesa è iniziata, ma non per Francesco. “Mio figlio non può mangiar da solo, ha una paralisi cerebrale infantile, quindi ci vuole una persona che lo imbocchi – spiega la madre – Lo scorso anno dopo varie lotte è arrivata un Oss – Operatore socio sanitario”. Ma secondo la donna quest’anno le cose vanno diversamente. La referente al sostegno della scuola l’avrebbe informata dell’assenza del servizio di assistenza durante il pasto scolastico solo venerdì 12 ottobre, sottoponendo alla donna due soluzioni alternative.

La prima – riporta nel suo post la mamma del piccolo studente: “Andare a prendere Francesco prima dei pasti; la seconda è che la famiglia paghi di tasca propria un Oss”. Un passaggio fattibile – annota Loredana nel suo post, suggerito dall’Asl alla stessa scuola visto che: “Francesco prende indennità e assegno di cura”. Ma Loredana non ci sta e di sicuro non le manda a dire: “Voglio dire a voi signori della Asl e della scuola, che i soldi che prende mio figlio servono per il suo benessere: terapie extra (poiché l’Asl ne passa solo un minimo), medicine, integratori, viaggi per visite specialistiche, infermieri”.

Non tarda ad arrivare la replica dell’istituto attraverso le parole della dirigente scolastica Maria Goduto. “Lo scorso anno la scuola si era attivata per accreditarsi come ente di accoglienza dei volontari/tirocinanti ReD- Reddito di Dignità. Pertanto era stato possibile usufruire del contributo di un operatore socio-sanitario, al quale era stata delegata la cura dell’alunno nella fase del pranzo. Purtroppo però – scrive la dirigente Maria Goduto – il 17 luglio 2018  il progetto è scaduto, ma: “Il nostro Istituto ha provveduto ad inoltrare agli organi competenti, Assessorato alle Politiche Sociali, formale richiesta per una nuova assegnazione di personale Oss, a tutt’oggi rimasta inevasa”.


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml