ROMA. Il ciclone Idai che ha colpito il Mozambico esattamente un mese fa ha devastato una parte del Paese in modo drammatico, distruggendo case e diffondendo un’epidemia di colera che sta decimando la popolazione. Per aiutare il Paese a rialzarzi è scesa in campo anche la squadra “Cocoricoo” di calcio femminile di Beira, la città più colpita, che ha ceduto il proprio campo a Medici Senza Frontiere (MSF), contribuendo inoltre in prima persona alla costruzione di un nuovo centro di trattamento della malattia.

“Il ciclone è arrivato con una forza che non ci aspettavamo. Ha coinvolto tutti e distrutto quasi ogni cosa. Ora sono contenta di aiutare, di essere parte del progetto. Io e le mie compagne stiamo imparando tanto”, racconta Silvia Emilia Augusto, giocatrice della squadra di calcio femminile di Beira.

Un’ondata di solidarietà che in poche settimane ha travolto il mondo, spingendo altre squadre a supportare l’iniziativa: presente all’appello umanitario anche l’Italia, dove la squadra femminile della AS Roma ha rilanciato l’appello sui propri profili social, invitando fan e tifosi a sostenere l’azione di MSF in Mozambico con l’hashtag #ForzaCocoricoo.

I primi casi colera sono scoppiati nell’area di Chingussura, alla periferia di Beira. Per più di una settimana, MSF ha supportato il Ministero della Salute curando i pazienti nell’ospedale locale, ma l’altissimo numero di casi ha saturato in pochi giorni il pronto soccorso, e ovviamente a discapito di altri pazienti in cerca di cure.

Per risolvere la situazione, l’organizzazione che porta soccorso sanitario e assistenza medica nelle zone del mondo più disagiate è stata incaricata di costruire un centro per il colera sul campo da calcio dall’altra parte della strada. Quando le giocatrici hanno saputo del progetto, si sono subito attivate per aiutare e supportare la comunità.

“È stato un bellissimo lavoro di squadra”, racconta Gabriele Santi, vice coordinatore di MSF a Beira. “Molte delle giocatrici hanno subito danni alle proprie case. Eppure hanno unito le forze e ci hanno dato una grossa mano per costruire il nuovo centro, anche se per un po’ non avranno il loro campo per partite e allenamenti”.

Il 14 marzo il ciclone Idai ha devastato un’ampia area in Mozambico, Zimbabwe e Malawi, distruggendo case, ospedali e infrastrutture e lasciando centinaia di migliaia di persone sfollate, con scarso accesso a beni essenziali e cure mediche. Il 27 marzo il Governo ha dichiarato l’epidemia di colera a Beira, registrando oltre 3.500 casi.

MSF nelle ultime settimane ha inviato cargo aerei con tonnellate di materiali e un team internazionale di oltre 190 operatori, tra cui molti italiani, che lavorano insieme a oltre 800 operatori reclutati in loco per fornire attività mediche, kit di prima necessità, accesso all’acqua pulita, sia nelle città che attraverso cliniche mobili per raggiungere le comunità.

È possibile sostenere l’azione di MSF per le popolazioni colpite dal ciclone Idai attraverso il fondo emergenze dell’organizzazione. 


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/solidarieta/rss2.0.xml