“Nessuna incompatibilità ambientale” per Enrico Zucca, sostituto procuratore generale a Genova e prima pm nel processo sulla macelleria messicana alla Diaz nel G8 del 2001, e finito al centro delle polemiche un anno fa per le sue dichiarazioni sui vertici della polizia che coprirono i “torturatori” dell’irruzione alla scuola Diaz. Il Csm ha approvato a maggioranza la delibera della prima Commissione di archiviazione della pratica, con 14 voti a favore, 2 contrari e 7 astensioni, tra cui i togati di Area e Davigo. Il Csm ha ritenuto tuttavia quelle frasi “inopportune”.
Non può non sorprendere che fra gli astenuti ci sia Piercamillo Davigo, magistrato noto per le sue spesso durissime dichiarazioni pubbliche e che da tempo impersona la libertà di espressione delle toghe.

La frase ‘incriminata’, dalla quale nasce la pratica, è quella pronunciata in un convegno di magistrati e avvocati sul caso Regeni. Zucca, in quell’occasione, all’interno di un lungo intervento che teneva insieme considerazioni giuridiche  e riflessioni motivate sulla base di sentenze dei tribunali italiani e della Corte europea dei diritti dell’uomo aveva espresso un parallelismo con il caso del ricercatore: “l’11 settembre 2001 e il G8 hanno segnato una rottura nella tutela dei diritti internazionali. Lo sforzo che chiediamo a un paese dittatoriale è uno sforzo che abbiamo dimostrato di non saper far per vicende meno drammatiche. I nostri torturatori, o meglio chi ha coperto i torturatori, come dicono le sentenze della Corte di Strasburgo,  sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori”.

Secondo la delibera del Csm, approvata con alcuni distinguo, “dette affermazioni, certo inopportune, specie in quanto tenute da un alto magistrato, in un convegno aperto a tutti gli operatori della giustizia, potenzialmente idonee ad ingenerare un clima di generalizzata sfiducia nei confronti della Polizia di Stato e ad indurre ad una inappropriata associazione fra la Polizia egiziana e quella italiana, non hanno tuttavia determinato, all’attualità, una vera e propria incompatibilità ambientale del dottor Zucca in relazione ai rapporti coi colleghi, la polizia giudiziaria e gli avvocati”.
Questo ha accertato l’istruttoria, durante la quale sono stati ascoltati anche il pg di Genova, il Questore e il presidente dell’ordine degli avvocati.
Del caso si era occupata anche la procura generale della Cassazione, che ha archiviato il procedimento.


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