ROMA – Sono pensionati, insegnanti, sindacaliste, archeologhe e fisici. Hanno in media 53 anni. Sono per la maggior parte donne e hanno deciso di diventare tutrici e tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati. Con l’entrata in vigore nell’aprile del 2017 della legge concepita da Sandra Zampa (PD), questa nuova figura si è faticosamente inserita nella gestione dei minori arrivati in Italia. A distanza di un anno dalle prime nomine, l’associazione Officina 47 – che prende il nome dal numero della legge – ha reso noti i dati emersi da un questionario a cui si sono sottoposti 100 tutori provenienti da tutta Italia. L’indagine ha permesso di tracciare un quadro abbastanza uniforme dell’esperienza vissuta da questi pionieri, che si sostituiscono alla figura del tutore legale occupandosi principalmente di seguire il minore nell’acquisizione dei documenti. Ma il loro ruolo, come concepito dall’associazione presieduta da Alessandra Aldini, è piuttosto quello di un vero e proprio “genitore sociale”. Ieri alla Camera sono stati resi noti i risultati.

L’esperienza dei tutori. Officina 47 è nata un anno fa, a margine del corso regionale tenutosi a Roma per la formazione di questo tipo di figura. Alcuni dei corsisti hanno scelto di unirsi per confrontarsi sulle esperienze che di lì a poco avrebbero vissuto. Una volta presentata la domanda ai garanti regionali per l’infanzia, con l’unico requisito di non aver commesso reati, è iniziata l’attesa. Le lungaggini burocratiche non hanno consentito a tutti i tutori di vedersi assegnato un minore. Per i più fortunati è iniziata un’esperienza pioneristica con tutte le difficoltà annesse. L’indagine condotta, che si riferisce al periodo compreso tra novembre 2018 e maggio 2019, consente di coglierne gli aspetti più rilevanti. Il 25% dei tutori è costituito da pensionati. L’82% sono donne. I corsi di formazione per prepararsi all’attività volontaria risultano troppo teorici e poco incentrati sulle difficoltà amministrative che i minori stranieri non accompagnati affrontano. Il 70% si ritiene parzialmente o del tutto insoddisfatto delle informazioni ricevute dai tribunali e dalle altre istituzioni coinvolte.

Chi sono gli Msna (Minori Stranieri Non Accompagnati). Il 94% dei minori ha un’età media di 17 anni. Provengono soprattutto da Albania, Egitto, Gambia, Tunisia, Mali, Guinea, Pakistan e Marocco. Nella maggior parte dei casi non sono scolarizzati. Tuttavia il 67%, nonostante le difficoltà a concepire un futuro migliore, ha le idee chiare rispetto al lavoro che vorrebbe svolgere. Al primo posto meccanici e cuochi. Non mancano, però, attori, camerieri, pizzaioli, panettieri, elettricisti, idraulici, baristi e imbianchini. Le strutture ospitanti – che ricevono per ogni minore fino a 140 euro – risultano carenti di servizi, con cibi di scarsa qualità, privi di vestiario e talvolta anche di libri. I tutori lamentano difficoltà ad essere inseriti nella gestione del minore da parte delle case famiglia, dei tribunali e dei servizi sociali. Le complicazioni si acuiscono per la diversità linguistica. Eppure dai racconti emerge lo sforzo di un’Italia sotterranea che accoglie, anche laddove lo Stato non lo fa. Donne e uomini che allargano le loro famiglie per dare ai minori stranieri non accompagnati la possibilità di condurre una crescita più serena. Alcuni sono riusciti a portarli con sé.

La maggiore età: il grande salto. È questo il caso di Alessandra Aldini, presidente di Officina 47. Ibrahim, da pochi giorni neo-maggiorenne, è il ragazzo che le è stato affidato. Ieri alla Camera ha parlato anche lui, commovendo i presenti. “Non credo che quando ho fatto 18 anni devi lasciarmi andare proprio via”, ha detto. Il suo intervento si è focalizzato sulla paura che i minori vivono di essere abbandonati, una volta raggiunta la maggiore età. Per questo, ha spiegato, prima di aprirsi con il tutore trascorrono molto tempo in silenzio. Le condizioni dei centri in cui sono ospitati, in alcuni casi per giunta con gli adulti, spingono molti ragazzi a scappare. Non mancano, infatti, all’interno dell’indagine presentata esempi di tutori che mantengono un legame con il minore, sebbene sia fuggito in Francia o in Germania. “Senza di voi – ha scritto per l’occasione la firmataria della legge n. 47, Sandra Zampa – il mio provvedimento sarebbe stato lettera morta”.


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