GENOVA – Un Genoa alla ricerca del primo successo casalingo del 2019 quello che Prandelli ha preparato per affrontare la Lazio domani al Ferraris. “Non mi fido delle loro assenze, sono una squadra forte – ha spiegato il tecnico dei liguri -.Ma noi vogliamo iniziare questo finale di stagione in maniera importante. Voglio un Genoa arrembante e coraggioso”.
 
Al Ferraris arriverà una Lazio con tante assenze. Il suo Genoa Prandelli come sta?
“La squadra si sta allenando bene e quella di domani sarà una partita molto particolare e difficile. In queste ore si parla solo delle assenze della Lazio ma anche noi abbiamo avuto di questi problemi. Abbiamo la voglia e il desiderio di fare una grande prestazione. Mi auguro di trovare uno spirito forte non solo in campo ma anche fuori perché abbiamo voglia di iniziare questo finale di stagione in maniera veramente importante. E’ arrivato il momento di farlo e noi siamo pronti”.
Una Lazio che potrebbe cambiare modulo. Cosa significherebbe per voi?
“I sistemi di gioco vanno comunque sempre interpretati in base ai giocatori che occupano determinati ruoli. Domani guarderò invece molto il nostro atteggiamento, il nostro modo di interpretare la partite. Voglio vedere una squadra non solo arrembante ma coraggiosa, una squadra che vuole fare la partita, che vuole vincere la gara”.
Un Genoa che ha lavorato molto sui calci piazzati in queste settimane.
“Stiamo lavorando su tutti gli aspetti e non solo su quello. Chiaro che ci vorrebbe un po’ più di tempo ma noi lo stiamo facendo con convinzione, partecipazione e attenzione. Devo dire che c’è grande attitudine nel lavoro da parte dei ragazzi”.
A Bologna in gol un centrocampista. Quanto sono importanti i gol degli altri reparti oltre agli attaccanti?
“I gol sono tutti importanti. Chiaro che se hai giocatori con determinate caratteristiche li metti a suo agio. Sui calci piazzati servono movimenti perfetti negli inserimenti ma anche chi gioca la palla deve essere preciso come ha fatto Lazovic a Bologna che è stato perfetto a mettere la palla in quella zona”.
Quali saranno le insidie della Lazio domani? Immobile è la principale?
“Quando si parla di Lazio, si parla di una delle 4/5 squadre più forti del campionato, una squadra strutturata per giocare su tre fronti: in campionato, in Europa League e in coppa Italia. Da due, tre anni a questa parte è sempre forte. E anche se dovesse cambiare ha giocatori importanti che possono dare loro mille garanzie. Immobile è un giocatore sempre temibile, una punta che non da riferimenti. Noi dovremo essere bravi a togliergli la profondità”.
In settimana buona prova nel test di Pandev, un ex della partita di domani.
“Goran l’ho trovato molto maturo. Una persona prima che prima che per le sue qualità tecniche è considerato un riferimento. Una persona seria che da consigli e motivazioni e che si sta allenando come se fosse un ragazzino. Per tutti un esempio importante. Quando si allena bene ed è sul pezzo, nel momento che scende in campo può creare problemi alla squadra avversaria”.
In passato è stato ad un passo dall’allenare la Lazio. Come ricorda quell’esperienza?
“Quello che è stato è stato. Nessun tipo di polemiche, domani vita nuova e storia nuova”.
Un Genoa che non ha ancora vinto nel 2019 tra le mura amiche.
“E’ proprio quello che noi stiamo rincorrendo e vorremo conseguire. Il Ferraris deve ritornare ad essere quel fortino forte ma soprattutto che può incutere un po’ di paura alla squadra avversaria”.
Tra le prove degli ultimi giorni anche Kouamé esterno, come lo ha visto?
“Dal primo giorno ho detto che Kouamé ha potenzialità che nemmeno lui sa di avere. Deve solo capire quali possono essere le caratteristiche straordinarie che ti fanno fare la differenza. E’ un falso problema quello del ruolo, importante è come vengono letti e interpretati i sistemi di gioco”.
Tra i rientri ci sarà quello di Rolon.
“E’ un elemento che ha attitudine a lavorare tutti i giorni con intensità. Non chiedo fantasia o giocate particolare ma deve mantenere la sua prerogativa che è quella di accorciare e chiudere le azioni giocando semplice sopratutto nelle ripartenze. La semplicità nel calcio se la mantieni nel tempo è una qualità straordinaria”.



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