GENOVA – Brutto pareggio ma giusto tra Genoa e Sassuolo. Giampiero Ventura, Paratici, l’uomo mercato della Juventus venuto ad osservare di persona Romero dopo le tante relazioni positive dei suoi osservatori, Sartori, il dg dell’Atalanta, e De Giorgis, il procuratore del ct Mancini, non si può certo dire che si siano divertiti. Il gioco è stato il grande assente di questa partita che al Genoa permette di fare un passettino in avanti verso la salvezza e allontana il Sassuolo dall’Europa. La squadra di Prandelli ha se non altro l’attenuante di essere un cantiere aperto , il tecnico rossoblù ha infatti subito mandato in campo Sanabria, Radovanovic e Lerager gli arrivi delle ultime battute di mercato.

DJURICIC SBLOCCA, SANABRIA RIMEDIA

La partenza è del Sassuolo che tiene quasi sempre la palla, ma la gira troppo lentamente per creare problemi alla difesa del Genoa che per altro Prandelli protegge con due mediani molto fisici come Lerager e Radovanovic. Così il gioco non decolla e, per quasi mezz’ora, l’unica emozione è la punizione velenosa di Berardi che Radu coi pugni devia in calcio d’angolo. Il Sassuolo passa in vantaggio al 28′ approfittando di una difesa genoana troppo larga che permette agli emiliani di scegliere il giocatore migliore con cui battere a rete. Da Berardi a Duncan a Locatelli e infine a Djuricic e per Radu è una sentenza. Sanabria, l’erede di Piatek, al 34′ di testa sfiora il palo e al 41′ segna il gol del pareggio. Il cross, dalla destra, è di Lazovic e l’assist di Kouamè, ma non si sa quanto volontario tanto che, dopo che la palla gli è picchiata in faccia, rimane a terra intontito. Sanabria, due reti in una partita e mezza, non sarà Piatek ma conferma di avere il gol nelle sue corde. E’ sempre al posto giusto nel momento giusto.

CAMBI NON BASTANO

Prandelli, una volta passato in svantaggio, aveva abbandonato l’iniziale 4-3-3, che aveva avuto troppo poco tempo per provare, per passare ad uno scolastico 4-4-2, molto più semplice da mettere in pratica da parte di giocatori che ancora si conoscono poco. De Zerbi cambia all’inizio della ripresa preferendo i centimetri e i chili di Bourabia alle geometrie di Sensi. E Radu è decisivo sul tiro del franco-marocchino che sbuca in mezzo ad una selva di gambe e vede solo all’ultimo. Il secondo tempo ricalca il primo. Possesso di palla del Sassuolo, ma la manovra è troppo macchinosa per trovare sbocchi. De Zerbi prova la carta Boga al posto di uno spento Babacar, ma l’attaccante cresciuto nelle giovanili del Chelsea non riesce ad entrare in partita. Alla mezzora Veloso dà il cambio a Radovanovic e poco dopo Prandelli sostituisce anche Bessa, irriconoscibile rispetto a quello di lunedì scorso a Empoli. Matri per Djuricic è l’ultima mossa di De Zerbi per cercare di vincere la partita. Ma l’occasione capita al Genoa, il tiro di Kouamè non è irresistibile e Consigli può fare bella figura volando, in maniera un po’ troppo plastica.

Genoa-Sassuolo 1-1 (1-1)
GENOA (4-2-3-1): Radu, Biraschi , Romero, Zukanovic, Criscito, Radovanovic (31′ st Veloso), Lerager, Lazovic, Bessa (34′ st Pereira), Kouamé, Sanabria (42′ st Pandev) (93 Jandrei, 25 Vodisek, 3 Gunter, 10 Lapadula, 13 Pezzella, 26 Dalmonte, 27 Sturaro, 33 Lakicevic). All.: Prandelli.
SASSUOLO (4-3-3): Consigli, Lirola, Magnani, Peluso, Rogerio, Duncan, Sensi (1′ st Bourabia), Locatelli, Berardi, Babacar (25′ Boga), Djuricic (38′ st Matri) (28 Satalino, 79 Pegolo, 5 Lemos, 11 Scamacca, 31 Ferrari, 34 Di Francesco, 98 Adjapong, 99 Brignola). All.: De Zerbi
Arbitro: Manganiello
Reti: nel pt 28′ Djuricic, 41′ Sanabria.
Angoli: 6 a 3 per il Sassuolo.
Recupero: 0′ e 3′.
Ammoniti: Duncan, Romero, Bourabia , Rogerio per gioco scorretto.
Spettatori: 19.000
 


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Mario Calabresi
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