BERLINO. L’hacker dell’Avvento “ha vent’anni, va a scuola e vive con i genitori” da qualche parte in Assia. Quando gli inquirenti hanno fatto irruzione nell’appartamento, la sera del 6 gennaio, hanno sequestrato computer e altro materiale dell’autore del più grande ‘leak’ della storia tedesca. Lo ha rivelato durante una conferenza stampa il procuratore che sta indagano sull’incredibile vicenda che ha gettato la Germania da giorni nell’angoscia, Georg Ungefuk.

L’hacker-bamboccione è stato interrogato il giorno dopo e “ha confessato tutto e offerto collaborazione con gli inquirenti”. Ha “agito da solo” e per ora non ci sono indizi su eventuali complici. E’ già a piede libero “perché non ci sono motivi per temere una fuga o una distruzione di prove”. Le indagini sono cominciate il 4 gennaio. Ma per tutto il mese di dicembre l’”esperto di computer” come lo ha chiamato Ungefuk, ha pubblicato ogni giorno una miriade di dati su due account twitter, “God” e “Orbit”. Il movente? Ungefuk non ha voluto fornire dettagli e si è limitato a dire che l’hacker reo confesso “si era arrabbiato per certe loro dichiarazioni”.

Il più grave caso di furto e pubblicazione di dati mai avvenuto in Germania ha colpito “un migliaio” di politici, come ha ammesso la capa della procura per la criminalità organizzata, Sabine Vogt. Politici, giornalisti, musicisti – tra le vittime ci sono anche la cancelliera Angela Merkel, il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier e il comico Jan Boehmermann – sono stati hackerati e i loro scambi di mail, le loro chat, i dati personali e finanziari, i numeri di telefono e gli indirizzi privati, persino le foto delle vacanze sono stati diffusi su twitter. L’unico partito che manca all’appello è la destra populista Afd.

Incalzata dalle domande dei cronisti sulla sicurezza del web, Vogt ha precisato che “non sorvegliamo senza indizi la comunicazione sul web. è molto importante chiarire che ognuno di noi deve fare il possibile per rendere i propri dati sul web sicuri. Non vogliamo uno stato-spia”. In effetti le violazioni dei dati dei politici non sembrano ad esempio avvenute sulle reti di comunicazioni pubbliche come la mail del Bundestag o della cancelleria.

 


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Mario Calabresi
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