BOLOGNA – Il gesto di Edson Tavares “appare plastica rappresentazione di una meditata, ferma volontà di punire per sempre la vittima privandola non solo della sua speciale bellezza, ma della sua stessa identità, così da cancellarla agli occhi di chiunque, non potendola ‘possedere’ egli stesso”.

Lo scrive la Corte di appello di Bologna nella sentenza con cui ha condannato a 15 anni, cinque mesi e 20 giorni l’ex fidanzato di Gessica Notaro, showgirl riminese sfregiata con l’acido il 10 gennaio 2017.

“Nessuna frustrazione amorosa, per quanto dolorosa, può contribuire a attenuare la gravità della condotta qui in esame che, in quanto sostenuta da lucida preordinazione di mezzi e di modi, non si presta a inscriversi in un contesto emotivo sopraffattorio della razionalità”. Lo scrive, motivando la mancata concessione delle attenuanti generiche, la Corte di appello di Bologna.

“Il ricorso in Cassazione è inevitabile. La motivazione che ha adottato la Corte di appello non ci sembra sufficiente per superare quelle che erano le doglianze che avevamo proposto”: così l’avvocato Riccardo Luzi, uno dei difensori di Edson Tavares.

Tavares in primo grado a Rimini era stato condannato a dieci anni per l’aggressione con l’acido e a otto anni per stalking e altri reati; in appello i due processi sono stati riuniti con sentenza pronunciata dalla prima sezione penale (presidente Milena Zavatti, giudice estensore Luisa Raimondi) il 15 novembre, di cui ora sono state depositate le motivazioni.

Nel condannare il 31enne capoverdiano, i giudici prendono in considerazione anche “la straordinaria gravità della condotta e del danno” e la “premeditata insidiosità” della condotta stessa.

Elementi che “se giustificano l’elevata sanzione penale, al contempo si riverberano sulla valutazione della personalità dell’imputato”. Su questo concorrono anche i significativi precedenti dell’imputato che, “sebbene relativi a fatti non paragonabili per gravità” come l’aggressione con l’acido “contribuiscono ad illuminarne una personalità pronta a risolvere le situazioni di conflittualità tramite condotte illecite e sopraffattorie”.

Gessica, inoltre, viene giudicata attendibile nel suo racconto dalla Corte che definisce la sue dichiarazioni “logiche, dettagliate e coerenti”, mentre su Tavares si fa rilevare che l’imputato non ha dichiarato nulla sul punto in udienza, per proporre una diversa versione dei fatti in ordine ai suoi movimenti di quella sera. Oltre alle parole di Gessica, contro di lui ci sono inoltre una serie di circostanze, tra cui l’assenza di alibi e il ritrovamento di tracce di acido sulla sua tuta e sulle scarpe.
 


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