E’ stato restaurato in poche ore e ripulito della blasfema svastica il murale di don Gallo che si trova nelle vicinanze della società 30 Giugno 1960 a Sampierdarena.
Un segnale di reazione di fronte  al recente sviluppo del virus neofascista nella città medaglia d’oro della Resistenza. Nella notte precedente un gruppo di simpatizzanti del ventennio resi probabilmente forte dal clima tollerante della politica locale aveva imbrattato con svastiche e croci celtiche il murale di don Gallo e altri simbolo della recente storia di Genova, da quello del 30 giugno a quello dedicato a Spagna, militante ucciso nel 1995 in uno scontro con la tifoseria del Milan.
Su Facebook, Megu Chionetti portavoce della Comunità di San Benedetto ha ringraziato i restauratori ma ha lanciato un altro chiaro segnale al sindaco di fare sentire la sua voce, fino ad oggi silente, contro il fascismo risorgente.
“Grazie – scrive Chionetti – a chi ha restaurato in poche ore il Murales dedicato a Don Andrea Gallo,(dipinto a poche ore dalla sua morte nel maggio 2013) questa immagine appartiene già al passato…ma quello che ci chiediamo ora e’ chi fra le istituzioni cittadine condannerà questo gesto? Aspettiamo notizie da Palazzo Tursi dal Sindaco Marco Bucci o dal Vice-Sindaco Stefano Balleari oppure da chi sarà delegato in tal senso”.
 

 
Proprio a fronte di questi avvenimenti assume un’importanza ancora più rilevante l’appuntamento annunciato da Chionetti. “Il prossimo 8 dicembre Don Luigi Ciotti dirà Messa in occasione del 48simo anniversario della comunità San Benedetto al porto presso la Parrocchia di San Benedetto ore 11.30 in via san Benedetto 12. Seguirà il pranzo antifascista alla Sala chiamata del porto della Compagnia Unica Paride Batini ore 13.30 (Piazzale San Benigno 1). Tutta Genova è invitata”.
L’invito si chiude con le parole di don Gallo prete antifascista: ““La costituzione Italiana e’ laica, democratica e ANTIFASCISTA ma ANTIFASCISTA….non è un optional!!!” Don Andrea Gallo. Prete da Marciapiede”

Anche dall’Anpi arriva l’ennesimo sollecito a Bucci a prendere una posizione chiara, cosa che non ha mai fatto sul tema fascismo in oltre un anno di governo della città: “Adesso basta -scrive il presidente Massimo Bisca – il sindaco dica una volta per tutte una parola di condanna senza riserve per chi usa i simboli ricusati dalla Costituzione. Una svastica sul profilo di Don Andrea Gallo, il volto di Claudio Spagnolo “Spagna” imbrattato, la croce celtica sul murale che rievoca il 30 giugno 1960. Sono ignobili e ridicoli, questi emuli del Duce che attaccano i simboli antifascisti, così com’è avvenuto la notte scorsa con il raid contro i murales tra Sampierdarena e Mura degli Angeli, nel Municipio Centro Ovest. Se i murales, un’opera di arte popolare, sono già stati ripristinati a cura dell’Assemblea Antifascista, resta immutata la condanna di Anpi verso chi crede che i comportamenti neofascisti siano ormai moneta corrente. Per questo è necessario che Marco Bucci, sindaco di Genova, città medaglia d’oro della Resistenza, esca dal suo silenzio di fronte all’ennesima provocazione registrata in questi mesi: la Costituzione, grazie alla quale è stato democraticamente eletto, condanna ogni ricostituzione del partito fascista e l’uso dei suoi simboli. Basta con l’equidistanza e gli atteggiamenti tiepidi verso le celebrazioni della Rsi e la concessione delle sedi a chi si rifà a quei disvalori, condannati dalla storia oltre che dalla legge: Genova è e resterà antifascista. E chi la amministra deve riconoscersi in questi valori”.
 


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