Quando il proprietario del campo di Zarate, a una settantina di chilometri da Buenos Aires, lo ha scoperto il cadavere stava ancora fumando. I suoi assassini lo avevano bruciato poche ore prima. Gli esami della polizia sul corpo hanno scoperto che l’uomo, Vittorio Piva, 41 anni, milanese, era stato ucciso con 4 colpi alla schiena.
Il giallo sulla morte dell’uomo tiene banco sulle prime pagine dei giornali argentini: “Crimen mafioso”, titola il Clarin. L’ipotesi più probabile, secondo la polizia locale, è infatti quella di un crimine legato al mondo della droga.

Giallo in Argentina: ucciso ingegnere milanese, bruciato il corpo. "Crimine mafioso"

Di Vittorio Piva, ingegnere di professione, si erano perse le tracce il 12 ottobre scorso. A denunciare la scomparsa la moglie, una brasiliana che vive in Colombia. L’uomo si era trasferito da anni in Argentina, dove aveva aperto una azienda agricola. Coltivava soia. Stando a quanto ha raccontato la moglie viaggiava spesso, per affari, in Bolivia, Paraguay, Uruguay e Brasile. Due anni fa era stato arrestato, e in casa gli era stata trovata della cocaina. Per circostanze ancora poco chiare era stato liberato poco dopo, e il processo non si era mai tenuto.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti,  Piva è stato ucciso in un altro posto, e trasportato sul campo dai killer che lo hanno dato alle fiamme, nel tentativo di far perdere ogni traccia.


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