Ascolterò i cittadini, ma la Francia ha bisogno di una grande transizione energetica. Dopo le proteste delle scorse settimane, il presidente francese, Emmanuel Macron, risponde ai gilet gialli e annuncia un “grande dibattito nazionale” e “una concertazione sul territorio” sul tema della transizione ecologica.

“Comprendo le paure dei cittadini ma non cedo alle violenze. Abbiamo fatto troppo poco sul clima”, ha detto Macron presentando il suo piano per l’energia che prevede l’abbandono dei combustibili fossili, la chiusura di tutte le centrali a carbone entro il 2022, lo sviluppo e il sostegno alle energie rinnovabili e pulite, con un mix di energia elettrica e solare, e la riduzione della quota di energia nucleare del 50 per centro entro il 2035: 14 dei 58 reattori attualmente operativi verranno chiusi entro il 2035.

Tra quattro e sei di questi saranno chiusi entro il 2030 e due reattori della centrale di Fessenheim chiuderanno invece “nell’estate del 2020”. Macron ha comunque precisato che “ridurre la quota di energia nucleare non significa rinunciare all’energia nucleare”.

Gilet gialli, Macron: "Meno nucleare e concertazione sulla transizione ecologica"

Parlando delle proteste dei gilet gialli che hanno scosso il Paese, il presidente ha detto di non volere “una Francia a due velocità dove il più modesto debba pagare di più: rifiuto che la transizione ecologica accentui la diseguaglianza tra i territori, questa è la paura espressa da molti dei nostri concittadini negli ultimi giorni, di essere lasciati indietro. Posso capire e condividere questa paura, ma sarà fatto di tutto per sostenere socialmente questa transizione, così che l’ecologia sia un’ecologia popolare”.

Le consultazioni dei cittadini dureranno tre mesi e dovranno coinvolgere associazioni, singoli, comitati per elaborare una “strategia di accompagnamento” al piano del governo, in modo da “trovare soluzioni concrete” ai problemi posti dai manifestanti.  

“Non confondo i casseur con i cittadini che vogliono far passare un messaggio. Dobbiamo ascoltare le proteste e l’allarme sociale” ma “senza rinunciare alle nostre responsabilità” perché “c’è anche un allarme ambientale”, ha detto Macron. “Sono profondamente convinto che possiamo trasformare la rabbia in soluzioni”, ha scritto poi il presidente sul suo profilo Twitter. 

Per avviare questo percorso il ministro della Transizione ecologica francese, François de Rugy, riceverà oggi pomeriggio una delegazione di gilet gialli, su richiesta del presidente. 

Contestualmente, il presidente ha istituito l’Alto consiglio per il clima “che contribuirà a ripristinare fatti e verità scientifiche” ed è composto da 13 membri tra cui Laurence Taubiana, ex negoziatrice della Francia durante la Cop 21, e Pascal Canfin, direttore generale di WWF Francia, oltre a climatologi, economisti, esperti e diplomatici.

L’Alto Consiglio “deve avere un ruolo di expertise indipendente, tecnica ed economica anche per capire se la Francia è in grado di rispettare gli accordi di Parigi, globalmente e nei vari settori, e cosa bisogna fare” ha detto Tubiana.
 

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Mario Calabresi
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