ROMA – Uguaglianza di genere, crescita inclusiva, immigrazione, lotta al cambiamento climatico e integrazione lavorativa all’interno dei processi che sono alla base dello sviluppo sostenibile: questo il focus delle “Giornate Europee dello Sviluppo 2019” (European Development Days – EDD) che si terranno a Bruxelles il 18 e il 19 giugno.

Uguali. Per unire diversi punti di vista e creare un nuovo approccio volto ad ottimizzare la cooperazione tra i due continenti, durante la due giorni si confronteranno ooltre 8000 relatori, tra cui capi di Stato o di governo, esperti, premi nobel e giovani leader provenienti da tutto il mondo. La condivisione di idee ed esperienze mira anche a creare una risposta efficace alle sfide più urgenti del mondo.  Al centro del dibattito sarà la disuguaglianza nelle sue molteplici sfaccettature, per questo come titolo della trecisemi edizione del forum è stato scelto: “Affrontare le disuguaglianze: costruire un mondo che non lasci indietro nessuno”.

I più deboli. Superare le disuguaglianze per rispondere alle emergenze che ancora pesano sulle fasce puiù vulnerabili della società. I numeri sono impressionanti. Oggi nel mondo 152 milioni di bambini lavoratori, oltre 12 milioni di “spose bambine” e 200 milioni di ragazze che hanno subito mutilazioni genitali; a questi si aggiungono oltre 115 milioni di bambini che non hanno accesso all’educazione primaria. Ma nell’anno del #FridayForFuture, l’attenzione dei relatori dell’EDD sarà dedicata anche alla lotta contro il cambiamento climatico: ogni anno, infatti, nelle acque degli oceani vengono riversati 8 milioni di tonnellate di plastica. Questioni sociali e ambientali che hanno un impatto globale per cui è necessario un impegno concreto per superare le disuguaglianze economiche dei paesi marginalizzati.

Dall’Europa all’Africa. Per questo, durante la due giorni nella capitale belga, sarà valutato anche un nuovo approccio in materia di finanziamenti in Africa. L’Unione europea ha infatti avviato nel 2017 il Piano di investimenti esterni (External Investment Plan – EIP) con l’obiettivo di incoraggiare gli enti privati a devolvere finanziamenti in Africa. Nato per creare percorsi formativi e attivare diverse realtà imprenditoriali (micro, piccole e medio-imprese che concentrano la loro attività nell’agricoltura e nell’artigianato), l’EIP al momento vale 4,1 miliardi di euro, ma l’obiettivo è quello di aumentare i fondi entro il 2020 fino a raggiungere il valore di 44 miliardi. 

Largo ai giovani. Per investire nel tessuto socio-economico e socio-politico dei paesi di tutto il mondo c’è bisogno anche di uno stimolo introdotto da giovani personalità. Su questa scia nasce lo Young Leaders Programme, accogliendo nelle sedi istituzionali 15 giovani tra i 21 e 26 anni provenienti da tutto il mondo e selezionati tra 400 candidati di 99 paesi diversi in base alle loro competenze e al loro impegno. I giovani ospiti contribuiranno con idee nuove al dibattito globale sulle politiche di sviluppo sostenibile e si confronteranno, attraverso le loro visioni ed esperienze con leader internazionali, attivisti dei diritti umani e con i rappresentanti delle istituzioni e del settore privato.


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