ROMA. Raccontare la storia di un’Italia accogliente, multietnica, solidale è possibile, ma per raggiungere l’obiettivo è necessario affidarsi ai più giovani. Sono loro, forti di uno sguardo entusiasta e coraggioso, ancora non inaridito dal cinismo tanto caro agli adulti, gli unici davvero in grado di far emergere quelle tante piccole e grandi storie che la vita ogni ogni giorno, capaci, nella loro disarmante semplicità, di far emergere un Paese capace di valorizzare le differenze e in grado di dare un lieto fine a un viaggio migratorio.

Per educare il nostro Paese ad una nuova, (stra)ordinaria, umanità è stato lanciato il contest “Giovani: nuovi narratori e attori della cooperazione allo sviluppo”: saranno infatti proprio loro, i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori di primo e secondo grado e i membri delle associazioni giovanili, i protagonisti dell’iniziativa nazionale promossa dalla Campagna Globale per l’Educazione (GCE Italia) che si terrà dal 18 al 22 marzo in 69 province italiane.

Raccontare il fenomeno migratorio. Finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e promossa da 40 organizzazioni della società civile italiana, il progetto punta a stimolare nei ragazzi la conoscenza degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, incrementando il consenso intorno al ruolo e all’importanza della cooperazione allo sviluppo per la risoluzione delle grandi questioni globali del nostro tempo, tra le quali, in particolare, quelle legate al fenomeno migratorio.

Giovani da tutta Italia si renderanno così protagonisti di una diversa narrazione di un tema così delicato, documentando e raccontando storie positive di accoglienza e integrazione che quotidianamente vivono nelle proprie città.

Giovani narratori per storie di (stra)ordinaria umanità: al via il contest

“Nell’attuale dibattito politico e mediatico particolarmente acceso sul tema migratorio, diamo ai giovani l’opportunità di offrire all’opinione pubblica una contro-narrazione che metta in luce la ricchezza che si cela dietro a società che sanno accogliere e aprirsi ad altre culture, riconoscendo le cause profonde che sono alla base dei flussi migratori, valorizzando la presenza dei migranti nel nostro Paese e rafforzando le azioni di cooperazione internazionale con le comunità di origine nei Paesi di provenienza”, spiega Emanuele Russo, coordinatore di GCE Italia.

Il concorso. La mobilitazione si rivolge, su scala nazionale, a scuole superiori di primo e secondo grado e a gruppi e associazioni giovanili attivi sui territori locali. I giovani dovranno realizzare iniziative di sensibilizzazione documentandole con prodotti video e/o fotografici che verranno poi pubblicati sul sito www.gceitalia.org.

Sui social network, nel corso di tutta la settimana, l’hashtag #giovaninarratori lancerà il dibattito, condividendo quanto realizzato nei territori che aderiranno alla mobilitazione. A conclusione una giuria, composta da un rappresentante dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, da un accademico esperto sui temi dell’educazione alla cittadinanza globale e da un giornalista selezionerà, sulla base di criteri di originalità, pertinenza al tema e efficacia comunicativa, le tre migliori iniziative realizzate.

 


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