ROMA – Parte con nomi di magistrati di tutto prestigio la corsa per la poltrona di procuratore generale della Cassazione. È scaduto ieri sera a mezzanotte il termine per presentare le domande per il posto lasciato libero dopo le dimissioni di Riccardo Fuzio coinvolto nell’inchiesta toghe sporche di Perugia per aver incontrato l’ex pm di Roma Luca Palamara che si era presentato sotto casa sua facendolo chiamare da un collega.

Ecco i candidati che si sfideranno a settembre: Giuseppe Napolitano, presidente di sezione della Cassazione; Marcello Matera, avvocato generale della Cassazione ed ex segretario di Unicost; Giacomo Fumu, presidente di sezione della Cassazione; Giovanni Giacalone, sostituto Procuratore Generale in Cassazione; Luigi Riello, procuratore generale a Napoli; Giovanni Salvi, procuratore generale a Roma; Luigi Salvato, avvocato generale in Cassazione; Renato Finocchi Ghersi, anche lui avvocato generale in Cassazione; Antonio Mura, procuratore generale a Venezia.

Il Csm deve procedere il più rapidamente possibile alla nomina perché il procuratore generale della Suprema corte è membro di diritto del Consiglio e non può essere sostituito da un altro magistrato. Inoltre il procuratore generale della Cassazione è il titolare dell’azione disciplinare nei confronti degli altri colleghi, potere attualmente nelle mani di un suo delegato. Ma è evidente che il secondo magistrato più alto in grado in Italia deve essere sostituito in tempi stretti.

Nella precedente corsa a questo incarico si era già candidato Giovanni Salvi, ex procuratore di Catania, ex pm a Roma per molti anni, noto per le indagini sul terrorismo. Ma alla fine la spuntò Riccardo Fuzio, Consegnando così i vertici della cassazione a due magistrati delle correnti più moderate, poiché il primo presidente Giovanni Mammone è di Magistratura indipendente e Fuzio è di Unicost.
 


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Carlo Verdelli
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