MILANO – Tarciso Burgnich compie 80 anni. “Sarti, Burgnich, Facchetti…”, un ritornello che ha fatto la storia del calcio, quando il pallone era forse poesia e i calciatori i cantori che facevano innamorare generazioni intere. In quella cantilena che ricordava la formazione della Grande Inter del “Mago” Helenio Herrera, la “Roccia”, come Burgnich è stato sempre soprannominato, c’è sempre stato.

GLI AUGURI DI MANCINI – “”Buon compleanno a Tarciso #Burgnich che mi ha fatto esordire quando ero uno sconosciuto diciottenne. Tanti auguri alla “Roccia” per i suoi splendidi 80 anni!”. Così, via twitter, il ct della nazionale, Roberto Mancini, fa gli auguri all’ex difensore dell’Inter e dell’Italia in occasione del suo 80mo compleanno. Il ct azzurro esordì in Serie A nel 1981 con la maglia del Bologna all’epoca allenato proprio da Burgnich. Fu protagonista prima, durante e anche dopo la Grande Inter di Helenio Herrera, ma anche con Albertosi al posto del portiere nerazzurro nella Nazionale di Messico 1970, torneo dove proprio la “Roccia” segno uno dei gol più memorabili della storia azzurra, nell’imperdibile Italia-Germania 4-3. Da allora è passato mezzo secolo, ma Tarcisio Burgnich si può dire che dal mondo del calcio non se ne è mai andato. Un giovanotto taciturno, da buon friulano (è nativo di Ruda), sempre poco incline al sorriso, un “terzinaccio” per dirla come ai tempi andati, inesorabile nella marcatura a uomo, che debuttò ventenne con la maglia dell’Udinese, che poi contribuì allo scudetto della Juventus nel 1961, prima di approdare – complice l’interesse di Italo Allodi – alla grande Inter di H.H, dove giocò ininterrottamente dal 1962 al 1974.

COPPIA CON FACCHETTI – Arriva a Milano per far coppia con uno spilungone bergamasco di poco più giovane, Giacinto Facchetti, un altro taciturno con il quale formerà una delle coppie di terzini più famose del calcio (“Ho dormito più con lui che con mia moglie”, ha scherzato anni dopo). Con quella maglia Burgnich vince altri quattro scudetti, un paio di Coppe dei Campioni, gioca 66 partite in Nazionale, segna due gol, uno dei quali resta consegnato alla storia della Coppa Rimet: quel “pareggio di Burgnicccch” gridato al microfono da Nando Martellini nella notte italiana resterà per sempre nella memoria collettiva. Così come quella foto, in bianco e nero, consegnata agli almanacchi in cui lo si vede insieme a Ezio Pascutti, in volo entrambi a centro area per colpire di testa il pallone. Terminata la carriera da calciatore, Tarcisio intraprende quella da allenatore, destinazione Coverciano, il supercorso che poi negli anni lo porterà via via sulle panchine, tra le altre, di Bologna, Como, Foggia, Lucchese, Cremonese, Genoa e Vicenza senza tuttavia la gloria avuta da calciatore.


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