ROMA – Saranno quattro, anziché uno, gli Stati relatori per la prossima valutazione dell’erbicida glifosato. A questo scopo domani o al massimo dopodomani la Commissione Europea proporrà ai rappresentanti dei Paesi Ue una modifica regolamentare, che dovrebbe essere approvata dagli Stati Ue nei prossimi mesi.

Di solito è un solo Paese a valutare il fascicolo di domanda presentato dall’industria, che fa partire la procedura di autorizzazione dei pesticidi. Ma data la delicatezza del dossier glifosato, da discussioni precedenti tra Commissione e Paesi membri è emerso che nessuno voleva assumersi la responsabilità da solo. Ecco perché la modifica alla procedura. L’attuale licenza del glifosato scadrà il 15 dicembre 2022, il processo di rinnovo deve iniziare entro dicembre 2019, ossia 3 anni prima della data di scadenza.

I quattro paesi indirizzeranno la loro relazione all’Autorità europea per la sicurezza alimentare nel 2021. Il successivo processo di peer review che coinvolgerà tutti gli Stati membri includerà anche una consultazione pubblica.

Nel frattempo negli Usa la Monsanto (Bayer) registra una nuova sconfitta legale: l’erbicida Roundup contenente glifosato “è stato un fattore determinante” nel procurare il cancro ad un uomo di 70 anni, Edwin Hardeman, che lo spruzzato per decenni nel suo giardino. Lo ha stabilito un tribunale californiano infliggendo il secondo colpo in un anno alla Monsanto, alla quale è stato imposto di risarcire con 78 milioni di dollari il giardiniere Dewayne Johnson che ha portato a processo la multinazionale ritenendo il glifosato contenuto nel Roundup responsabile del suo cancro. Il colosso americano è anche stato accusato di aver negato l’esistenza di rischi per la salute. Sia a Johnson e sia a Hardeman è stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin.


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